Elezioni, ipotesi rinvio Ora la politica si divide

È concreta la possibilità dello slittamento del voto da giugno all’autunno Di Stefano (Lega) contrario, ma Pd, Italia Viva e Forza Italia sono favorevoli
CHIETI. C'è chi vorrebbe che le elezioni comunali, in programma tra tre mesi e mezzo, slittassero all’autunno prossimo: niente più votazioni tra la fine maggio e l'inizio di giugno per concentrarsi sulla gestione dell’emergenza coronavirus ed evitare una campagna elettorale segnata dai divieti. Ma c’è anche chi preferirebbe andare alle urne il più presto possibile: con la pandemia in corso e lo stop dell’Italia almeno fino al 3 aprile, sono due le date che circolano nei palazzi del ministero dell’Interno e cioè il 7 o il 14 giugno. Si divide la politica teatina sulla data del voto per il dopo Di Primio. Non si pronuncia il sindaco in carica: Umberto Di Primio, dopo 10 anni in Comune, potrebbe essere chiamato a restare al suo posto per un’altra manciata di mesi e portare il Comune fuori da un’emergenza mai vista prima. Se Di Primio pensava agli ultimi mesi di amministrazione come una passeggiata, di certo non sarà così: ieri, con una nuova ordinanza, il sindaco di Fratelli d’Italia ha chiuso i parchi gioco e il centro di raccolta di via Aterno e ha sospeso le visite al cimitero di Sant’Anna. Tra quelli che sperano in un rinvio delle elezioni c'è il consigliere Alessandro Marzoli di Italia Viva: il renziano Marzoli è impegnato nelle trattative con l'assessore regionale di Forza Italia Mauro Febbo per la costruzione di un terzo polo civico che potrebbe schierare come candidato sindaco il medico ed ex presidente onorario del Chieti calcio Bruno Di Iorio. «L’auspicio», dice Marzoli, «è che anche la politica si concentri sulle priorità per la comunità abruzzese e teatina e che le elezioni comunali vengano rimandate al prossimo autunno». Anche al Pd del segretario cittadino Filippo Di Giovanni andrebbe bene spostare in avanti le elezioni: il centrosinistra è in crisi di candidati dopo il passo indietro di Diego Ferrara che ha scelto di dedicarsi alla professione medica e ai suoi 1.500 assistiti allarmati per il rischio contagio da Covid-19. Il candidato sindaco della Lega, Fabrizio Di Stefano, è tra quelli che non vorrebbero cancellare le elezioni: scartata l’ipotesi di fine maggio causa blocco dell'Italia, a Di Stefano piace la possibilità di andare alle urne il 7 o il 14 giugno. «Meglio votare prima dell'estate, sarebbe anomala una campagna elettorale in estate», osserva. Tra le due ipotesi appare più probabile il 7 giugno a causa della possibilità del ballottaggio due settimane dopo, un'eventualità che Di Stefano e i suoi alleati – Udc, lista civica Ideabruzzo e, a breve, è attesa anche l'adesione ufficiale di Fratelli d'Italia – non vorrebbero che si verificasse.

