Elicotteri e 150 rinforzi in strada: ecco il piano per le feste di Pasqua

1 Aprile 2021

Il questore Annino Gargano: «Serve buon senso ma anche rigore: chi sgarra si becca la multa» Più pattuglie per evitare pranzi allargati, scampagnate e gite al mare: «Sarà zona rossissima»

CHIETI. I furbetti del Covid dovranno guardarsi dal cielo. Ci saranno anche gli elicotteri per avvistare gli assembramenti di persone, nelle strade, nelle piazze, persino sul mare o in montagna. Scatteranno da domani i controlli rafforzati per le feste di Pasqua: poliziotti, carabinieri, finanzieri, militari della guardia costiera e agenti delle municipali sono in prima linea per evitare spostamenti ingiustificati. In totale, da Venerdì Santo a Pasquetta, saranno schierati in strada 150 uomini in più, che si aggiungeranno ai 165 impegnati mediamente ogni giorno per garantire la sicurezza dei teatini. A prevederlo è il piano deciso dal questore Annino Gargano, su indicazione del prefetto Armando Forgione e in collaborazione con i colonnelli Alceo Greco e Serafino Fiore, rispettivamente comandanti provinciali dell’Arma e delle fiamme gialle.
LA PROCESSIONE «Garantiremo un adeguato servizio di ordine e sicurezza pubblica per la Processione del Venerdì Santo», spiega il questore, «in modo tale da far rispettare l’ordinanza del sindaco di Chieti. È previsto l’impiego di una trentina di uomini e donne delle forze dell’ordine, oltre agli agenti della polizia locale. I punti di accesso a corso Marrucino verranno piantonati dai volontari. L’area dovrà essere completamente sgombra. Tanto per essere chiari: se si verificheranno assembramenti, la Processione non partirà. L’invito è di seguire l’evento da casa (diretta tv su Rete8, ndr)».
SABATO SANTO «Per il primo giorno di zona rossa», prosegue Gargano, «sono stati confermati i controlli già organizzati nelle ultime settimane, con i servizi interforze a Chieti Scalo, Sambuceto e Francavilla al Mare». Si tratta delle zone della provincia con il maggior numero di contagi. Eppure, nei weekend passati, non sono mancati aperitivi abusivi nei bar. Le pattuglie in più sono previste anche a Vasto, Lanciano e Ortona.
NIENTE PRANZI ALLARGATI «L’appello è rispettare le regole, attenendosi scrupolosamente alla normativa Covid senza rovinarsi le feste», ribadisce il questore. Nel giorno di Pasqua, l’obiettivo è fermare chi, nonostante tutto, non vuole proprio rinunciare a pranzi in famiglia allargati. Ci sarà tolleranza zero, perché non si può correre il rischio di innescare una nuova ondata di contagi. «Qualora arrivassero segnalazioni di pranzi con un numero eccessivo di partecipanti, interverremo tempestivamente. Si tratta di situazioni pericolosissime, perché la diffusività del virus continua ad essere elevata. La poderosa macchina dei controlli ha la funzione di tutelare la salute dei cittadini. La vicinanza alla gente, in questo periodo delicatissimo, si sostanzia facendo rispettare le regole: ci guiderà il buon senso ma anche il necessario rigore, perché non possiamo permetterci allegre brigate che si avventurano in scampagnate pasquali».
PASQUETTA «La zona rossa», dice Gargano, «diventerà rossissima il Lunedì di Pasquetta: ci sarà un raddoppio dei servizi. Della serie: chi sgarra si becca la sanzione e chi dichiara il falso sull’autocertificazione si prende la denuncia». Occhi puntati soprattutto su Francavilla, Ortona, Fossacesia e Vasto Marina. «Non tollereremo assembramenti. E lo stesso discorso vale per la montagna». Per intenderci: niente picnic tra Passo Lanciano, Pretoro e Guardiagrele. «Sarà fondamentale la collaborazione della Polizia stradale sugli snodi principali e sulle arterie di lunga percorrenza. Avremo anche l’ausilio del Reparto volo della Polizia di Stato di Pescara che, con gli elicotteri, in raccordo con la sala operativa della questura di Chieti, vigilerà l’intera provincia». Al contrario di ciò che è avvenuto in altre realtà abruzzesi, non si sono registrati gravi episodi di intolleranza ai controlli. «La popolazione», chiude il questore, «va ringraziata. Dopo le sanzioni, nella stragrande maggioranza dei casi, non ci sono state reazioni sfociate in plateali atti di ribellione o di resistenza a pubblico ufficiale».
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