Emergenza cinghiali, i sindaci a Roma

Atessa. Borrelli lancia una manifestazione nazionale: sono un pericolo, servono misure straordinarie
ATESSA . Dopo il tragico incidente sull’autostrada di Lodi il sindaco di Atessa propone una manifestazione nazionale per chiedere al governo di risolvere l’emergenza cinghiali. Nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi, sull’autostrada A1, tra Lodi e Casalpusterlengo, l’incidente, provocato da almeno tre cinghiali che hanno attraversato la carreggiata, ha causato una vittima e una decina di feriti di cui alcuni bambini. L’episodio ha portato alla cronaca nazionale il problema cinghiali molto sentito dalla popolazione abruzzese e del quale si è occupato il Comitato dei sindaci (ne sono una quarantina) per la tutela e la valorizzazione ambientale del Sangro-Aventino-Frentano. Il Comitato, di cui Giulio Borrelli, è stato un promotore, aveva preannunziato l’organizzazione di una manifestazione nazionale a Roma, argomento che, dopo i fatti di Lodi, ha subito un’accelerazione. «Non possiamo più attendere le tragedie», sottolinea Borrelli, «per comprendere che i cinghiali sono ormai una emergenza nazionale. Il problema va sottratto alla tradizionale disputa ambientalisti-cacciatori perché riguarda la sicurezza sulle strade, l’incolumità dei cittadini, e la protezione delle colture agricole». Anche da noi gli episodi sono tanti, il più grave la morte, per incidentate stradale causato da cinghiali, di Daniela Martorella di Bomba, l’ultimo, nelle scorse settimane, ha riguardato una madre e una figlia che viaggiavano in auto sulla provinciale 119. «Il comitato dei sindaci del Sangro-Aventino-Frentano ha posto l’emergenza cinghiali ai primi posti. Questa emergenza non può essere affrontata con gli strumenti tradizionali soprattutto dopo che una recente sentenza della Corte Costituzionale ha di fatto bloccato l’azione di selecontrollo che già di per sé era insufficiente a fronteggiare la situazione». Affidare, come vorrebbe la Consulta, solo agli organismi preposti (senza la collaborazione di cacciatori volontari) il compito di ridurre la sovrappopolazione degli ungulati significa non considerare che il fenomeno è fuori controllo. In tutta la provincia di Chieti sono due gli agenti della polizia provinciale che dovrebbero occuparsi dei cinghiali e di tante altre cose. «È questa la ragione», spiega Borrelli, «che mi ha convinto a proporre al nostro comitato dei sindaci di farsi promotore di una manifestazione nazionale a Roma, insieme con altre regioni, per evidenziare il problema e chiedere a governo e Parlamento di aggiornare le leggi sulla caccia. Se non dovesse essere giudicata questa la strada da seguire, sarebbe bene che chi tiene le redini del Paese indicasse un altro modo per superare l'emergenza, ma va fatto presto senza avanzare ipotesi astratte e inefficaci. La eccessiva proliferazione dei cinghiali, al di là delle responsabilità del passato, va oggi riportata sotto controllo con soluzioni nazionali adeguate alla gravità del problema».
Matteo Del Nobile

