Emergenza cinghiali, la rabbia dei sindaci

25 Luglio 2020

I primi cittadini del Sangro-Aventino chiedono al governo misure urgenti per fermare l’invasione

ATESSA. Si è discusso dell'emergenza cinghiali durante un incontro, in videoconferenza, tra i sindaci del Sangro-Aventino a il sottosegretario di Stato per i Rapporti con il Parlamento, Gianluca Castaldi. La teleconferenza con Castaldi è stata proposta nelle settimane scorse dai primi cittadini di Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio, e di Atessa Giulio Borrelli, per chiedere interventi urgenti da parte del Governo e della Regione Abruzzo in modo coordinato sull’intero territorio nazionale. E ciò anche alla luce della proposta di legge che il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova, si appresta a portare all’esame del Parlamento per la definizione.
«Quella che stiamo affrontando non è solo un’emergenza sociale dovuta ai danni in agricoltura e per i tanti incidenti stradali che gli ungulati provocano, ma anche sanitaria. I cinghiali trasmettono all'uomo un pericoloso parassita, la Trichinella» ha sottolineato la vice sindaco di Atessa, Federica Cinalli. Suggerimenti sono arrivati anche dai sindaci di Altino, Vincenzo Muratelli, di Archi, Mario Troilo, da Antonio Campitelli, presidente dell'ambito territoriale di Caccia Vastese. «È importante ricercare tutti insieme la soluzione migliore per trovare equilibrio dal momento che il proliferare dei cinghiali rappresenta un impatto fortemente negativo nei confronti della biodiversità» ha affermato Di Giuseppantonio, che ha parlato anche a nome dell’Anci, Associazione nazionale comuni italiani. «Attualmente» ha continuato Di Giuseppantonio, «mancano criteri di gestione faunistica omogenei ed uniformi, affinché possa essere ristabilita la sicurezza nelle aree rurali e urbane, nei campi coltivati, nei centri abitati, sulle strade».
Castaldi ha dichiarato tutta la sua disponibilità a favorire, le questioni che riguardano direttamente il problema della presenza ed invadenza degli ungulati. «Innanzitutto», ha promesso, «sollecitare l’accelerazione della trattazione - iniziata il 4 ottobre 2019 - di un affare assegnato sui danni all'agricoltura dall'eccessiva presenza della fauna selvatica per definire un orientamento di intervento. I cinghiali sono responsabili di circa l’80% dei danni all’agricoltura. Sono passati da circa 50 mila capi presenti in Italia nel 1980 ai 900 mila nel 2010 fino ad arrivare, secondo alcune stime, a quasi 2 milioni nel 2019». (m.d.n.)