Emergenza cinghiali, pronti nuovi esposti

Anche l’Eco-Schools Abruzzo rilancia la protesta. E il Comune si appella alla Regione: servono dissuasori
VASTO. Emergenza cinghiali, sono in partenza nuovi esposti. Anche l’Eco-Schools Abruzzo presieduta da Paolo Leonzio decide di unirsi alle proteste dell’associazione Terre di Punta Aderci e del gruppo Facebook chiamato Emergenza cinghiali.
«Condivido l’operato», spiega Leonzio, «di chi ha intrapreso la battaglia per risolvere il problema dell’emergenza cinghiali nel Vastese. L’Eco-Schools è in attesa di ricevere informazioni circostanziate relative all’acquisto di molti ungulati all’estero per essere immessi sul territorio nazionale. Tale iniziativa, qualora fosse provata e documentata sarà attaccata in quanto deleteria per l’ecosistema e la sicurezza dei cittadini. L’associazione Eco-Schools», continua Leonzio, «si riserva la possibilità di procedere con un esposto giudiziario in tutte le Procure interessate, oltre che alla Comunità europea, per definire eventuali manchevolezze nel procedimento di gestione della fauna selvatica. Ci sono indagini anche su eventuali finanziamenti ricevuti per l'acquisto degli animali destinati al ripopolamento. I danni causati all’agricoltura sono sotto gli occhi di tutti. Va infine sottolinenato che il cinghiale», conclude Leonzio, «contribuisce all’inquinamento delle risorse idriche, fiumi e torrenti rimescolando le acque e muovendo il fondo . Non a caso Eco -Schools ha inserito nel programma di attuazione dei progetti per il 2020 accurate analisi dei corsi d’acqua».
Intanto, il Comune chiede alla Regione di finanziare la sistemazione sulle strade di dissuasori ottici e sonori. L’assessore all’agricoltura Anna Bosco cerca soluzioni per tamponare il problema e ridurre i danni non solo agli agricoltori, ma anche agli automobilisti. La Bosco ha chiesto alla Regione un fondo per avviare gli interventi. In merito all’apposizione di trappole, la Bosco ricorda che in Procura ci sono già diversi esposti per violazione dell’articolo 21 della legge 157 del 1992 che vieta di produrre vendere e detenere trappole per la fauna selvatica. «In proposito la magistratura non si è ancora pronunciata», dice l’assessore. «Nel frattempo, per la sicurezza degli automobilisti, sarebbe opportuno sistemare sulle strade dissuasori ottici e sonori e per questo il Comune chiede aiuto alla Regione». (p.c.)

