Emergenza frane in città «La Regione si muova»

30 Gennaio 2015

Valente: a rischio abitazioni e monumenti come Porta San Biagio e le Torri Il Comune è pronto con i progetti, ma adesso l’Emiciclo faccia la sua parte

LANCIANO. «La Regione deve intervenire e non a disastri compiuti. Lanciano ha bisogno di fondi per le aree a rischio idrogeologico, fondi chiesti da anni per la messa in sicurezza sia di importanti siti storici come Porta San Biagio e Torri Montanare e sia di aree quali Santa Giusta e Madonna del Carmine soggette a movimenti franosi che comportano rischi anche per l’incolumità delle abitazioni e dei cittadini. Non si può più aspettare». Chiede l’intervento immediato della Regione il vicesindaco Pino Valente (Progetto Lanciano) dopo l’ennesima frana che ha colpito la città nei giorni scorsi, con il crollo del costone di via del Ponte nel parco Diocleziano, dopo che due famiglie sono state evacuate a Madonna del Carmine per una frana che ha minato le fondamenta delle loro case e dopo il crollo, a Vasto, di parte del muro di contenimento orientale di Palazzo D'Avalos, storico palazzo Cinquecentesco. Palazzo che richiama alla mente due monumenti-simbolo di Lanciano a rischio crollo: Porta San Biagio, dove sul muro è aperta una voragine ormai dal 2005 e le crepe sono sempre più evidenti, e le Torri Montanare, che scricchiolano sempre più.

«Ho letto della richiesta di finanziamento di 700mila euro per la messa in sicurezza di Palazzo D’Avalos», dice Valente, «bisogna smetterla di intervenire dopo che i disastri avvengono. Per questo lancio un grido d’allarme per la nostra città. Sono necessari finanziamenti urgenti per la messa in sicurezza di Porta San Biagio, delle Torri Montanare, di aree quali Santa Giusta, Madonna del Carmine ma non solo, soggette a movimenti franosi che comportano rischi anche per l’incolumità dei cittadini». Fondi chiesti da tempo, progetti alla mano. Progetti per il recupero di Porta San Biagio (400mila euro), consolidamento delle Torri Montanare (900mila euro), dissesto in via Belvedere, in piazza Garibaldi, in alcune contrade come Sant’Amato, Nasuti, Santa Maria dei Mesi, oltre che per Santa Giusta e Madonna del Carmine.

«Fino ad oggi, purtroppo», riprende il vicesindaco, «l’amministrazione regionale di centrosinistra non ha dato risposte concrete a queste progettualità. I 400mila euro concessi a dicembre scorso sono insufficienti rispetto alle tante criticità del nostro territorio. Le aspettative nei confronti della nuova giunta regionale erano molto alte. A oggi, purtroppo, le risposte che questo territorio si aspettava non stanno arrivando. Sul dissesto idrogeologico non sono più accettabili perdite di tempo. Bisogna dare risposte concrete a cittadini che rischiano di perdere la casa in seguito dei movimenti franosi in corso. Il Comune ha messo in campo le progettualità, adesso tocca alla Regione fare la propria parte».

Teresa Di Rocco

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