Emergenza idrica, ancora rubinetti a secco

Il presidente della Sasi, da cui dipendono 87 Comuni: manca l’acqua alle sorgenti, chiusure obbligate
LANCIANO. Mai senz’acqua, ogni sera, anche nel mese di novembre. Mai le sorgenti così a secco. Mai le proteste degli utenti si sono trasformate come ora, che l’acqua serve anche per combattere il Covid, in esasperazione. È drammatica la situazione idrica negli 87 Comuni gestiti dalla Sasi. L’allerta siccità, lanciata nei mesi scorsi dalla società, ora è diventata allarme. «Dopo un inverno senza nevicate, i mesi del lockdown che hanno fatto aumentare i consumi in un periodo in cui solitamente sono bassi e l’uso improprio dell’acqua stanno mettendo a dura prova la sorgente maggiore, quella Del Verde, che serve 40 Comuni, tra cui Lanciano, Vasto, San Salvo e Ortona e siamo costretti a fare chiusure e razionamenti»: così diceva il presidente Gianfranco Basterebbe a giugno. Oggi usa le stesse frasi. Con il Covid i consumi sono maggiori e, ogni sera, i Comuni del vastese e altri come Altino, San Vito, Casoli, le contrade lancianesi di Villa Elce, Re di Coppe, Villa Andreoli, Iconicella e Sant’Onofrio subiscono le chiusure dei serbatoi. «Al fine del risparmio della risorsa idrica, si comunica l'interruzione della fornitura dalle ore 22 di oggi, fino alle 6 di domani»: questo il messaggio che ogni giorno invia la Sasi ai Comuni. «Non ne possiamo più», sbottano gli utenti, «siamo a novembre e ci sono chiusure. Le chiusure le subiamo dal pomeriggio in un periodo di Covid in cui ci raccomandano di lavarci di continuo».
«È una situazione di evidente disagio di cui siamo consapevoli», dice Basterebbe, «ma le sospensioni sono inevitabili: manca acqua nelle sorgenti».
«Senza nevicate e piogge la portata della sorgente del Verde è al minimo storico», spiega Fabrizio Talone, responsabile servizio captazione e adduzione, «così come pure le altre sorgenti: quella di Capo Vallone che si riferisce all’Alto Sangro, del gruppo del Sinello (alto Vastese) dell’Avello (zona di Guardiagrele). Le sospensioni notturne sono perciò necessarie. Abbiamo anche le 4 pompe accese a Fara San Martino per avere più acqua e mancano ancora 100 litri per arrivare ai 1200 litri al secondo che è la portata che immettiamo normalmente». «Le pompe sono accese da mesi», aggiunge Basterebbe, «mentre di solito sono attive in modo alterno e per pochi giorni in estate. Non sappiamo quindi quest’uso intensivo che impatto possa avere. Servono pioggia e soprattutto neve». Carenza idrica, ma anche problemi nelle reti: tubi piccoli e condotte vecchie. «Si lavora da tempo per una serie di interventi sulle reti», precisa il presidente, «ma i finanziamenti promessi non ci sono ancora. Il potabilizzatore, ad esempio, potrebbe essere una risposta concreta a situazioni di emergenza come quella che molti stanno già vivendo. Invito poi ad un uso attento e consapevole dell’acqua che non va sprecata». (cr.la.)

