Emergenza idrica nel Vastese Laudazi: «Ecco che cosa fare»

24 Novembre 2020

VASTO . L’emergenza idrica a Vasto è diventata una costante. Le necessità dei vastesi sembrano essere passate nel dimenticatoio. Edmondo Laudazi, consigliere comunale del Nuovo Faro, dopo aver...

VASTO . L’emergenza idrica a Vasto è diventata una costante. Le necessità dei vastesi sembrano essere passate nel dimenticatoio. Edmondo Laudazi, consigliere comunale del Nuovo Faro, dopo aver definito «intollerabile» l'atteggiamento degli amministratori comunali che aspettano finanziamenti ministeriali, presenta la propria proposta. «È giunta l’ora», afferma il consigliere comunale di opposizione, «che Sasi (gestore delle reti idriche) ed Ersi (proprietario), vengano supportate da altri operatori, pubblici o privati, e che con un accordo di programma si consenta di adeguare gli impianti malridotti. Per realizzare una tubazione su terreni già asserviti con scavo, posa in opera del tubo e dei pozzetti e successivo rinterro, potrebbero essere sufficienti 12 mesi di interventi quasi ordinari, da realizzare e da pagare con una quota delle esose tariffe già a carico dei vastesi», scrive Laudazi in una nota.
«La dotazione di acqua potabile del territorio va comunque aumentata, potenziando il potabilizzatore di San Salvo dell’Arap. Non occorre farne uno nuovo a Casoli», dice Laudazi. «Quello esistente potrà essere rifornito dall’acqua che arriva dalla diga di Chiauci il cui collaudo sarà completato fino ai 2/3 della capacità massima e integrando le condotte consortili, fino ai serbatoi di Montevecchio, Colle Pizzuto e Sant’Antonio Abate. Contemporaneamente va messo in funzione il serbatoio esistente a Ponte Moro, ancora non attivato. Vanno ripulite e riattivate le sorgenti del Sinello per ridurre la dipendenza del Medio Vastese dalle acque del Verde, in modo da aumentare la dotazione idrica verso la costa. Vanno utilizzate le risorse ordinarie del bilancio Sasi per la riduzione delle perdite della rete distributiva di Vasto, anche nelle zone protette. Eseguiti questi interventi prioritari, ci si potrà occupare delle altre problematiche della gestione della Sasi (ulteriori eventuali potabilizzatori, adeguamento delle sorgenti dell’Avello, attivazione della sorgente Surienze e dei pozzi di Taranta Peligna, di Acquaviva e di Palena, recupero dell’acqua che viene dispersa e altro». (p.c.)
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