Emergenza ricoveri in ospedale: Ferrara pronto a riunire i sindaci

Senza soluzioni immediate, il presidente del comitato ristretto convocherà un’assemblea urgente Il primo cittadino teatino torna ad attaccare la Asl: «È una situazione indegna per un Paese civile»
CHIETI . «Quello che è accaduto è semplicemente vergognoso, una situazione indegna di un Paese civile». Sono parole pesanti quelle usate dal sindaco di Chieti Diego Ferrara, a distanza di qualche giorno dal caos ricoveri che si è creato all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. Un episodio, svelato dal Centro, che a breve potrebbe avere dei risvolti con una convocazione urgente del comitato ristretto dei sindaci della Asl presieduto dallo stesso Ferrara.
Facciamo, però, un passo indietro: risale al 27 luglio la disposizione del dirigente medico del pronto soccorso del Santissima Annunziata indirizzata alle centrali operativo del 118 di Chieti e Pescara e, per conoscenza, alla direzione sanitaria del presidio ospedaliero teatino. «Nei reparti di degenza esiste una seria difficoltà connessa a grave carenza di posti letto disponibili», si legge nella comunicazione. «Si invita, pertanto, ad indirizzare in altro ambiente ospedaliero i pazienti che si ritiene necessitino di ricovero. Il pronto soccorso dell’ospedale di Chieti garantisce comunque le urgenze indifferibili». Il primo a intervenire, il giorno dopo la pubblicazione del nostro articolo che raccontava questa circolare, è stato l’assessore comunale alla salute Fabio Stella. Ha parlato di una sanità da ripensare per non farsi trovare impreparati alle emergenze e della necessità di potenziare la medicina territoriale. Ora, invece, è il primo cittadino e medico in pensione a dire la sua: lo fa senza nascondere l’amarezza per una situazione che non può giustificare, qualunque siano i motivi.
«La mia solidarietà va a tutti gli operatori sanitari, perché loro non hanno responsabilità su ciò che sta accadendo. Anzi, lavorano fino allo stremo delle forze tant’è che quanto avvenuto è come una resa», afferma. «È come dire “non ce la facciamo più” e arrivare a tanto è vergognoso per un Paese civile perché significa che non c’è una politica sanitaria lungimirante. Due anni di pandemia sembrano non averci insegnato nulla».
Il sindaco, quindi, è pronto a confrontarsi con i suoi colleghi del comitato ristretto qualora questa emergenza dovesse prolungarsi: «Al momento non c’è alcuna data in programma», chiarisce, «ma se non si risolverà il problema indirò una seduta urgente per parlare solo di questo punto. Comunque mi auguro», conclude il primo cittadino, «che si tenga fede agli impegni presi rispetto al progetto di reingegnerizzazione del policlinico che tra le altre cose prevede l’adeguamento e ammodernamento del pronto soccorso».
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