Emergenza rifiuti scongiurata in 15 paesi

Senza stipendio da mesi. I dipendenti della Consac scioperano per 24 ore. Poi arrivano le rassicurazioni del Consorzio
FARA FILIORUM PETRI. È durata poco più di 24 ore la protesta dei dipendenti della Consac, la società partecipata dal Consorzio rifiuti del Chietino che gestisce il servizio di raccolta del pattume in una quindicina di Comuni. Quelli che lunedì sono rimasti con l’immondizia in strada per la decisione degli operatori di incrociare le braccia perché da quattro mesi senza stipendio.
Lunedì mattina alle 6, prima di iniziare il turno, una cinquantina di dipendenti si è confrontata e, in modo spontaneo, ha deciso di non salire sui mezzi della raccolta dei rifiuti come tutti i giorni. Una decisione difficile, per via dei disservizi che sapevano avrebbe creato ai cittadini dei centri serviti, ma necessaria per dare un segnale all’azienda mista pubblico e privata, partecipata al 51% dai 17 Comuni soci e per il 49% dal privato (Galasso). Per molti dipendenti, gli unici a lavorare in famiglia, lo stipendio che a casa mancava da ottobre era diventata una situazione insostenibile. Da qui la decisione di scioperare, anche a rischio di essere accusati di interruzione di pubblico servizio. Ma ieri mattina, alle 10, gli operatori di Consac sono tornati sui loro passi. Per senso di responsabilità ma anche perché rassicurati dal presidente del Consorzio, il sindaco di Vacri Piergiuseppe Mammarella, il quale ha garantito loro che, grazie ad alcune somme versate in anticipo dai Comuni, nei prossimi tre giorni arriveranno le prime due mensilità arretrate. E la terza all’inizio della prossima settimana.
A causare il ritardo nel pagamento degli stipendi sarebbero vecchi debiti che i Comuni soci devono ancora saldare, sia nei confronti del Consorzio che della società partecipata. «È una storia antica», sostiene Sergio Montanaro (Casale Futuro), che da consigliere comunale a Casalincontrada si è occupato delle vicende Consac, «l’azienda è stata depotenziata, ha perso Comuni senza motivo, in un periodo in cui altre imprese nello stesso settore vanno a gonfie vele. E poi ci sono questioni irrisolte, come la proprietà della piattaforma di Fara e l’appalto per la gestione del servizio annunciato e mai fatto. E la Regione che aspetta a commissariare questa gestione?». A stemperare la rabbia dei dipendenti ci ha pensato il presidente del Consorzio, Mammarella: «Dal mio insediamento, un anno e mezzo fa, abbiamo riconosciuto debiti latenti per circa 900mila euro, ripartiti in base alle quote tra i Comuni che, tra vincoli di stabilità e debiti fuori bilancio, fanno fatica a pagare. Adesso una parte delle somme arriveranno e serviranno per pagare i dipendenti. Nel giro di pochi mesi il debito sarà saldato del tutto. Nel giro di un mese, inoltre, indiremo il bando per il servizio rifiuti e per il socio privato. All’attuale abbiamo prorogato il servizio fino al 31 marzo 2017, ma il bando ci sarà prima».
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