Emergenza senza fine al canile di Villa Martelli

Il collettivo UallòUallà visita la struttura per aiutare i volontari dopo il maltempo «Irrisolti i problemi di sempre: alberi pericolosi, buche e istituzioni sorde»
LANCIANO. «Non si può vivere di sola passione e il cuore arriva dove può. Le criticità del canile danneggiano l'ottima gestione quotidiana dello spazio e dei suoi ospiti e sono tali da mettere a repentaglio l'incolumità di cani, persone e strutture. La frana, l'albero crollato, le condizioni disastrate della strada e anche e soprattutto la distanza ed il disinteresse mostrati dalle istituzioni. Ora basta con l’indifferenza nei confronti del canile e dei suoi volontari».
È il collettivo UallóUallà ad intervenire sulla questione del canile comunale di Villa Martelli che da anni convive con problemi che la neve ha messo di nuovo in luce. In primis la presenza di alberi pericolosi - risale a fine novembre la caduta sulla struttura di un pioppo di 30 metri – poi la strada da sempre piena di buche e la mancanza di linea telefonica. Per non parlare del rischio frane che incombe, tanto che una uccise un cane ospite della struttura, a marzo 2015. Disagi continui a cui sopperiscono i volontari che hanno in gestione la struttura, diventata la casa di 220 cani. «Siamo stati al canile per offrire aiuto agli animali ed ai suoi volontari», raccontano dal collettivo, «per liberare dalla neve i passaggi, i gabbiotti e l’ingresso, per permettere maggiore libertà di movimento a persone e animali. Nonostante il freddo, la neve e i tanti problemi esistenti, i volontari ci hanno accolto, come sempre, con il sorriso. Sono loro che mandano avanti la struttura e cercheremo di aiutarli creando momenti e iniziative che diano loro voce. Faremo pressione su chi dovrebbe garantire una gestione serena e dignitosa di un servizio che è della comunità. Questa situazione non è limitata al canile», denunciano sempre da UallòUallà sottolineando che «il disinteresse di chi ci amministra verso le problematiche sociali, verso gli ultimi, gli emarginati, non è una novità. Cerchiamo ogni giorno di fare qualcosa per gli ultimi, ma sentiamo di dover fare qualcosa in particolare per queste persone straordinarie, per il loro lavoro e per gli animali che devono avere una vita dignitosa».
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