Energia elettrica dai rifiuti I sindaci uniti dicono “no”

1 Ottobre 2015

Seconda assemblea pubblica sull’impianto previsto tra Lanciano e Sant’Eusanio I Comuni preparano le delibere contrarie al progetto da approvare in consiglio

SANT’EUSANIO DEL SANGRO. Comitati, associazioni, sindaci, cittadini, esperti: si allarga il fronte del “no” all’impianto di combustione che dovrebbe sorgere in località Brecciaio. Tutti si sono dati appuntamento, per la seconda volta, martedì pomeriggio a Sant’Eusanio. Durante l’incontro l’impianto è stato definito «una bomba ecologica che minaccia la salute dei cittadini». Il progetto, proposto dalla ditta Camillo Marcantonio sas di Camillo e Nicola Marcantonio, prevede la realizzazione di un impianto da 26 megawatt per la produzione di energia elettrica da combustione. E deve essere sottoposto a Via (Valutazione d’impatto ambientale).

«Siamo stufi, basta, non possiamo più permettere l’aggressione al nostro territorio», ha esordito il presidente della Provincia e sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, «entro la settimana prossima faremo un consiglio comunale per formalizzare il nostro no». Altri consigli sono in programma nei comuni limitrofi. Erano presenti il sindaco di Sant’Eusanio, Raffaele Verratti, e i primi cittadini di Castel Frentano, Altino e Pizzoferrato, e poi rappresentanti dell’Oasi di Serranella e di Zona 22 a San Vito. All’incontro è stato invitato anche l’ingegner Tommaso Giambuzzi, il cui intervento, minuzioso e tecnico, è stato particolarmente apprezzato dai presenti. «È un grande esperto, grazie a lui abbiamo vinto diverse battaglie, tra cui quella della raffineria di Bomba, e altre, come Ombrina, le stiamo combattendo», ha detto Alessandro Lanci, presidente di Nuovo Senso Civico.

«Secondo il progetto», ha spiegato Giambuzzi, «nell’impianto entreranno plastica e gomma, rifiuti combustibili, altri rifiuti prodotti da trattamento meccanico dei rifiuti, imballaggi in plastica e in materiali misti. Può trattare 33mila tonnellate all’anno di rifiuti, mentre di 52.560 tonnellate annue è la capacità di trattamento. Hanno omesso di dire, però, la loro provenienza. Alla fine saranno prodotti gas (syngas: 1% d’idrogeno solforato, 8% di monossido di carbonio), olio (synoil: 1% di zolfo, idrocarburi policiclici aromatici) e carbone (chair: 80% amorfo, cosiddetta feccia che contiene cloro, che è la base della diossina, nella componente volatile; 18% ceneri, ossidi metallici; 2% idrogenuri e solfuri). In tutto il mondo impianti di questo genere sono meno di cento, una cosa rara».

Alla fine, rispondendo alla domanda se si trattasse di un inceneritore o meno (la società sostiene di no) l’ingegner Giambuzzi ha risposto: «Da un punto di vista delle norme applicabili è del tutto e per tutto un inceneritore, lo dice il progetto stesso».

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