Eni sollecita il dragaggio «Basta con i ritardi»

4 Ottobre 2017

ORTONA. Il porto di Ortona è un polo strategico per l’Eni ma ha bisogno al più presto dei lavori di dragaggio. È quanto emerso nell’incontro che si è tenuto al deposito costiero R&M di Eni con la...

ORTONA. Il porto di Ortona è un polo strategico per l’Eni ma ha bisogno al più presto dei lavori di dragaggio. È quanto emerso nell’incontro che si è tenuto al deposito costiero R&M di Eni con la Direzione della sezione logistica aziendale, in merito alle ventilate ipotesi di cessione delle attività gestite da Eni ad imprenditori privati interessati a rilevare la gestione dei rifornimenti e della distribuzione di prodotti petroliferi che riguardano le competenze territoriali del sito ortonese. L’incontro, sollecitato dalla Rsu del Deco, ha visto la partecipazione della segreteria regionale del Comparto energia e petrolio della Femca-Cisl Abruzzo-Molise rappresentata dal segretario Stefano Di Crescenzo, presenti anche i rispettivi segretari regionali di comparto di Uiltec-Uil e Filtec-Cgil.
La direzione aziendale ha comunicato che al momento non ha preso in considerazione le manifestazioni di interesse ricevute e pur ribadendo che il sito di Ortona resta un polo strategico per le attività di Eni sul corridoio adriatico, la stessa ha espresso forte rammarico per i continui rinvii dei lavori di dragaggio ed escavazione dei fondali del porto. Anche le organizzazioni sindacali si sono mostrate preoccupate in tal senso, riscontrando una forte diminuzione del traffico dei volumi lavorati dal terminal portuale di Eni attivo sulla banchina nord dello scalo marittimo ortonese. Pertanto hanno deciso di chiedere al più presto un incontro alla nuova amministrazione comunale di Ortona affinché si adoperi per scongiurare la perdita dei finanziamenti stanziati per i lavori di escavazione dei fondali che non sono ancora iniziati. Le opere garantirebbero l’approdo di navi petroliere di maggior cabotaggio che permetterebbero di abbattere i costi per tonnellata dei prodotti movimentati dal deposito costiero di Eni, consentendo di mantenere gli attuali livelli occupazionali diretti o indotti e stabilizzando anche gli investimenti previsti. (a.s.)
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