Ennesima fumata nera per Teateservizi

Rinviato di 48 ore l’incontro sulle sorti del liquidatore. E la maggioranza fissa il consiglio sul dissesto
CHIETI. Ancora 48 ore di tempo per decidere il futuro della partecipata Teateservizi e del liquidatore dimissionario Luca Di Iorio. L’assemblea della società che si occupa della riscossione dei tributi, in programma ieri mattina, è stata riaggiornata a mercoledì. Di Iorio ha due giorni in più per riflettere sul piano prospettato dal sindaco Diego Ferrara di firmare il contratto di servizio quinquennale a fronte di una rinuncia all’aumento degli aggi (ossia il costo del servizio di riscossione) fino al prossimo dicembre, visto il nuovo quadro economico e finanziario che vede il Comune in dissesto.
Dopo le frizioni tra uffici amministrativi e maggioranza, si sta valutando la nomina di un nuovo dirigente del settore finanze, al posto del segretario generale Celestina Labbadia che ha finora gestito ad interim il settore. Il nome accreditato è quello di Angela Falcone, già a capo del II settore e nominata proprio per la giornata di ieri vice segretario generale dell’ente. Intanto è stata calendarizzata la seduta di consiglio comunale dedicata al voto sul dissesto, dopo l’approvazione della delibera in giunta. L’assemblea è convocata per venerdì alle ore 9 e, in seconda convocazione, mercoledì prossimo dalle 17,30. La discussione sull’unico argomento all’ordine del giorno andrà avanti a oltranza. Sul dissesto interviene anche il consigliere di Forza Chieti Stefano Costa che invita a «evitare palesi speculazioni fondate su letture forzate e decisamente sbagliate dei fatti per allontanare ogni responsabilità». In risposta all’analisi del capogruppo del Pd Filippo Di Giovanni, evidenzia: «Evidentemente non ha letto con la dovuta attenzione le 115 pagine della Corte dei Conti dove, a pagina 75, si parla chiaramente della presentazione, da parte dell’attuale amministrazione, di un piano di predissesto senza le necessarie fondamenta per reggere. Infatti ha messo in rilievo che le transazioni presentate risultavano inesistenti perché non accompagnate dai necessari contratti, ed ha anche evidenziato che la somma da considerare non era 75 milioni ma andava ben oltre i 120 milioni. Rammento anche che la sua maggioranza ha approvato il rendiconto 2019 redatto dal sindaco Di Primio, accettando così la linea economica della vecchia gestione». (y.g.)
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