Entra in tribunale con il coltello: «Lo uso al lavoro, sono uno chef»

20 Dicembre 2023

Nei guai un 52enne che doveva rilasciare una testimonianza per il padre accusato di violenza sessuale La lama nascosta nello zaino e trovata dalla guardia giurata con il metal detector. Sospesa l’udienza

CHIETI. «Lo uso per lavoro, sono uno chef». Sono state queste le motivazioni che E.M., 52 anni, originario di Francavilla al Mare, ha dato ieri mattina quando il metal detector del tribunale di Chieti ha segnalato la presenza di un oggetto metallico all’interno del suo zaino. Dopo aver trovato un coltello a serramanico, è subito scattata la denuncia per l’uomo che ora dovrà rispondere di «porto ingiustificato di armi e oggetti atti a offendere».
L’ALLARMEIeri E.M. è arrivato in tribunale poco prima delle 9.30, orario in cui era fissata l’udienza in cui era chiamato a testimoniare per suo padre accusato di violenza sessuale. All’ingresso, come da protocollo, Mirco Scurti, guardia giurata della Coopservice, ha chiesto la consegna dello zaino che l’uomo aveva portato con sé per passarlo sul nastro del metal detector. Qui l’allarme perché sul monitor è apparsa la sagoma di un coltello. Alla richiesta di spiegazione, l’uomo ha iniziato a infastidirsi. «Lo uso per lavoro», ha risposto alla guardia giurata, «sono uno chef». Poco dopo ancora un’altra spiegazione: «Me lo hanno regalato».
LA DENUNCIACome da regolamento, la guardia giurata ha fatto partire la chiamata al 113 e a piazza San Giustino sono intervenuti gli agenti della polizia di Chieti. Il coltello, marca Sog - Mini X-Ray Vision, della lunghezza totale di 20 centimetri, di cui 10 di lama, è stato sequestrato. L’uomo è stato portato in questura e denunciato per porto abusivo di armi.
UDIENZA SOSPESAIntanto in tribunale l’udienza, presieduta dal giudice Guido Campli (in aula c’era anche il pm Giuseppe Falasca), è partita con più di un’ora di ritardo. Poco dopo le 10.20, il 52enne è rientrato in tribunale ed è iniziata l’udienza che vede coinvolto suo padre, 80 anni, accusato di violenza sessuale nei confronti di una donna di 58 anni. I fatti risalgono al settembre del 2021. Secondo il capo d’imputazione, l’80enne hafatto delle avances con la donna, rivolgendole frasi sconce e «costringendola a subire e compiere atti sessuali non riuscendo per cause indipendenti dalla sua volontà». L’udienza è adesso rinviata al 27 febbraio dopo aver analizzato alcune perizie mediche che possano chiarire le condizioni fisiche dell’80enne, difeso dall’avvocato Livio Sarchese.
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