Entrate gonfiate: il bilancio va ko

18 Ottobre 2014

I revisori del Comune lo bocciano, doccia fredda per sindaco e assessore. Di Iorio: Di Primio si dimetta

CHIETI. Il collegio dei revisori dei conti del Comune, presieduto da Silverio Salvatore, boccia anche il bilancio di previsione 2014 dell’ente. Alessio Di Iorio, capogruppo del Pd, attacca. «Il sindaco Di Primio farebbe meglio a dimettersi subito. Siamo di fronte all’ennesimo parere non favorevole dei revisori». Che, nella relazione consegnata ieri mattina a palazzo d’Achille, sottolineano come non sia possibile esprimere parere favorevole al bilancio di previsione «in mancanza dell’eliminazione delle inattendibilità riscontrate e dell’esecuzione delle rettifiche suggerite». In parole povere l’amministrazione comunale dovrebbe correggere il tiro ed arrivare in consiglio con uno schema di bilancio migliore di quello consegnato ai revisori. Ma Roberto Melideo, assessore alle finanze, non ci sta e accusa i revisori: «Dovrebbero essere d'ausilio all’amministrazione invece non fanno altro che complicare e ostacolare la vita dell'Ente». Con Franco Rispoli, ragioniere capo del Comune, Melideo sarà però chiamato agli straordinari per tentare di raddrizzare un bilancio che continua a mostrare i difetti di sempre. Ovvero poca rispondenza tra le entrate previste e quelle effettivamente realizzate in tema, soprattutto, di capacità di riscossione delle imposte comunali. Nel dettaglio i revisori invitano l’ente a “riesaminare le previsioni di entrata dei ruoli idrici” in quanto viene registrata “una ingiustificabile presenza di residui attivi pari a 19,7 milioni di euro in funzione della assai diffusa evasione». Questo perché, scrivono i revisori citando una nota inviata da Teate servizi in data 8 ottobre, i canoni idrici riscossi per l’anno 2013 sono pari a 2,1 milioni di euro a fronte di oltre 3,2 milioni di euro di fatture emesse. All’appello, quindi, manca oltre un milione di euro. Discrepanze tra previsioni ed entrate reali sono state segnalate dai revisori anche per i “canoni concessori non ricognitori” con poco più di 91 mila euro di incasso a fronte dei 2 milioni di euro previsti. Sono questi alcuni dei motivi tecnici che mettono di nuovo con le spalle al muro la giunta del sindaco invitato a farsi da parte dal capogruppo Pd. «I revisori- tuona Di Iorio - hanno certificato per l’ennesima volta il fallimento di questa coalizione. Meglio che vadano a casa per il bene della città».

Jari Orsini