«Episodio inquietante per la città»

7 Giugno 2019

Gli avvocati si stringono al collega, figlio del titolare dello Scudo

VASTO . È stato risistemato l’ingresso del ristorante Lo Scudo in corso Garibaldi, danneggiato domenica scorsa da una bomba carta. Sono ancora tanti, però, i cittadini che si fermano e commentano l’accaduto. L’attentatore potrebbe aver voluto spaventare il ristoratore o punire il figlio, l'avvocato Nicola Bosco. «Quanto accaduto alla famiglia del collega Bosco è la dimostrazione del grado di impudenza cui si è giunti, arrivando a compiere simili atti delittuosi in pieno centro». A dichiararlo è il presidente del consiglio dell'ordine forense di Vasto, l'avvocato Vittorio Melone. «Se», aggiunge il legale, «dovesse essere confermata la pista intimidatoria ai danni del collega per vicende collegate alla propria professione, saremmo davanti a un grave attacco alla professione forense, alla funzione dell’avvocato e a ciò che rappresenta». È esattamente quello che i carabinieri di Vasto stanno cercando di accertare. Si punta a individuare possibili nemici che l’avvocato Nicola Bosco, figlio del ristoratore, potrebbe essersi fatto assumendo la difesa di qualcuno. «Le indagini sono molto delicate e per questo il riserbo è doveroso», dice il tenente Luca D’Ambrosio, comandante della Compagnia dei carabinieri di Vasto. I militari hanno acquisito i fascicoli delle vicende giudiziarie condotte dall'avvocato Bosco. Contestualmente, stanno verificando se le telecamere accese sull'ingresso del ristorante abbiano catturato il volto dell'attentatore.
Anche l’amministrazione comunale ha espresso ferma condanna e profondo sdegno per quanto accaduto a Nicola Bosco. Fiduciosi che le autorità competenti sapranno operare con solerzia e fare rapidamente luce sull’accaduto, il sindaco Francesco Menna rinnova l'auspicio che, nell'interesse di tutta la comunità, si arrivi a una rapida soluzione frò caso. (p.c.)