Erba alta e asfalto dissestato nelle contrade

Degrado lungo la provinciale Castel Frentano-Frisa. Il consigliere Di Diego: situazione insostenibile
LANCIANO. Strade piene di avvallamenti, buche e rattoppi; alberi ad alto fusto mai curati che costringono tir e autobus ad invadere il centro della carreggiata per evitare i rami; veicoli che attraversano i centri abitati a velocità elevata per via della mancanza di adeguata segnaletica stradale. È questa la situazione in cui versa la viabilità delle contrade a nord-ovest di Lanciano, che il consigliere comunale Enzo Di Diego (Forza Italia, Udc, Autonomi e Partite Iva) ha segnalato anche alla Provincia di Chieti. «Le contrade sono comunali ma la strada che le attraversa è provinciale», spiega il consigliere di maggioranza, «ad aprile ho scritto al presidente della Provincia Francesco Menna, per segnalare la mancanza totale di interventi da parte della dirigenza provinciale su sicurezza e viabilità lungo la strada provinciale Castel Frentano-Frisa nell'area delle contrade di Colle Cerase, Madonna del Carmine, Sant'Amato e Costa di Chieti, nonostante le innumerevoli segnalazioni fatte negli ultimi anni. Ma non ho avuto alcuna risposta. C'è uno scaricabarile tra enti, ma almeno per la festa della contrada siamo riusciti a far tagliare l'erba utilizzando i percettori del reddito di cittadinanza». In consiglio comunale, intanto, arrivano continuamente debiti fuori bilancio da riconoscere e finanziare. «Il Comune continua a pagare risarcimenti danni per le mancate manutenzioni, senza risolvere il problema a monte», afferma l'esponente di maggioranza, «per questo, in qualità di presidente della commissione bilancio, mi sono battuto per inserire nel documento di previsione, che andrà in aula la settimana prossima, i 300mila euro l'anno per le esigenze delle contrade». Oltre ai problemi di manutenzione delle strade e di sfalcio della vegetazione, sono rimasti anche i segni del grosso incendio che circa un anno fa (era il 22 agosto 2021) ha colpito le contrade a nord-ovest della città. «Dall'incendio dello scorso anno non è stato fatto nulla», conclude Di Diego, «ci sono ancora alberi bruciati e cartelli stradali buttati a terra. A Sant'Amato non c'è più la segnaletica, né il cartello che delimita la contrada, ma nemmeno quello che indica il limite di velocità da tenere nel centro abitato». (s.so.)

