Eroi ottobrini, dalle 10 le iniziative in ricordo dei martiri

6 Ottobre 2024

LANCIANO. Riprendono oggi riflessioni e celebrazioni in città in ricordo della rivolta del 5 e 6 ottobre 1943 dei giovani lancianesi contro i nazisti per avere quella libertà di cui oggi godiamo....

LANCIANO. Riprendono oggi riflessioni e celebrazioni in città in ricordo della rivolta del 5 e 6 ottobre 1943 dei giovani lancianesi contro i nazisti per avere quella libertà di cui oggi godiamo. Alle 10 in piazza Dell'Arciprete deposizione della corona al Cippo del colonnello Michele De Pasqua, a seguire corteo lungo corso Trento e Trieste, alle 10.30 deposizione della corona al monumento ai Caduti in piazza Plebiscito e conclusione della manifestazione alle 10.45 al monumento in piazza dei Martiri lancianesi. Ieri rinviato per il maltempo il percorso speciale ai Cappuccini: “Tracce di donne in rivolta”, che prevedeva letture a cura dell’Altritalia e delle associazioni Okay e Joseph di 10 storie tratte dal libro di Maria Saveria Borrelli, presidente Anpi, “La Resistenza taciuta”, legate alla rivolta e alle donne. Alle 21, invece, al teatro Fenaroli, c’è stato lo spettacolo “Chiamateci partigiane” della Compagnia dei Merli Bianchi.
Tornando ad oggi, alle 18, all’imbrunire quando nel 1943 i portici di Lanciano erano a fuoco per la dura rappresaglia tedesca, ci sarà la messa della comunità della Cappellania scolastica della diocesi di Lanciano-Ortona al Parco delle Memorie, davanti al Monumento al Samudaripen che ricorda il genocidio di Rom e Sinti per mano dei nazifascisti. Questa comunità di fedeli che raccoglie il mondo della scuola ha infatti indetto un mese della memoria. Alla messa di oggi al Samudaripen seguirà il 20 ottobre un’altra all’ingresso del Parco Diocleziano, a Pozzo Bagnaro, dove il 5 ottobre 1943 iniziò la rivolta lancianese e il 27 ottobre un’altra in Largo dell’Appello davanti al monumento al partigiano Trentino La Barba.
«Per il 1° anno la nostra comunità ha deciso di dedicare il mese di ottobre alla memoria, ai Martiri della rivolta lancianese e non solo», spiega don Alessio Primante, cappellano. «Le riflessioni fatte sulle guerre sono state sempre guidate dai nostri ideali di pace e giustizia; ora a questi ideali si aggiungeranno emozioni e ricordi perché la rivolta è legata al nostro territorio. Nelle pagine intrise di sangue e sofferenza della Seconda guerra mondiale ci sono pagine di solidarietà, pietà, libertà e democrazia che Lanciano ha contribuito a scrivere col sacrificio dei suoi figli più giovani. Le nostre messe toccheranno luoghi simbolo della rivolta, per riflettere anche sui valori conquistati da quella insurrezione e capire se esistono ancora». (t.d.r.)
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