Erosione della costa Arrivano i fondi anche alla Bagnante

Dalla Regione 500mila euro per proteggere il muro di Trave Concluse le opere a Vignola (Bandiera blu) ma è polemica
VASTO. Cinquecentomila euro dalla Regione per mettere in sicurezza il muraglione di località Trave, nello specchio d’acqua antistante la statua della Bagnante. In quel tratto di litorale verranno posizionati dei massi in pietra naturale, cioè lo stesso intervento eseguito a Vignola, località della costa interessata da un grave fenomeno di erosione. «Si tratta, al momento, di una notizia ufficiosa», dice l’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Forte, «il finanziamento è stato annunciato dall’ingegner Luca Ianiemma del servizio opere marittime della Regione Abruzzo durante un recente sopralluogo a Vignola, avvenuto alla presenza di un docente universitario e di alcuni studenti. Anche a Trave verranno posizionati dei massi naturali in pietra calcarea di Apricena. In pratica lo stesso intervento effettuato a Vignola», precisa Forte che è anche vicesindaco.
In quel tratto di litorale, dove la spiaggia è arretrata di parecchi metri nel giro di dieci anni, creando seri problemi alle abitazioni e alle strutture turistiche, sono stati eseguiti di recente alcuni interventi che, se da una parte hanno incontrato i favori dei proprietari delle case minacciate dal mare, dall’altra stanno suscitando polemiche. «Quei massi precludono il transito sulla spiaggia», sostiene Antonio Santini, generale in pensione, «ora io, i miei figli, i miei nipoti e tanti altri cittadini non possiamo più raggiungere la Grotta del Saraceno e i numerosi ospiti della struttura non avranno più la possibilità di farsi una passeggiata fino a San Nicola. Inoltre i cittadini che andavano al mare dall'unico accesso disponibile a Vignola, non potranno accedere sulla spiaggia, visto che gli altri due sono stati chiusi da privati. Chiedo all’amministrazione comunale come mai non abbia preso in considerazione queste conseguenze e non si sia preoccupata dell’impatto ambientale», insiste Santini.
Per Forte si tratta di «polemiche sterili. La Regione, che ha finanziato le opere, ci ha imposto di fare l’intervento a raso», spiega il vicesindaco, «abbiamo messo in sicurezza un tratto di litorale con soli 120mila euro, cercando di salvare il salvabile».
Sono finora due gli interventi realizzati a Vignola, località della costa insignita anche quest’anno della Bandiera blu. Per mitigare il grave fenomeno erosivo, il Comune ha ottenuto un primo finanziamento di 50mila euro per la costruzione di una nuova scogliera frangiflutti sommersa, realizzata con un doppio strato di massi naturali in pietra calcarea di Apricena, e collegata a terra mediante un analogo pennello soffolto. La protezione è stata posizionata in corrispondenza del tratto soggetto a maggiore erosione, in un punto del litorale in cui la forza del mare ha buttato giù il muro di una villa realizzata molti anni fa. Con un secondo finanziamento di 150mila euro è stata invece realizzata una barriera radente in massi di pietra naturale della lunghezza di circa 75 metri lineari a protezione della zona soggetta a maggiore erosione. Ma si tratta di opere-tampone: per contrastare il grave fenomeno erosivo la Regione ha stanziato di recente 3,5 milioni di euro.
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