Esalazioni di via Penne Lunedì partono le analisi

12 Gennaio 2019

Esami ordinati da Bellia, custode giudiziale della palazzina ex Sixty in disuso «Ci siamo attivati subito, abbiamo chiamato l’Arta e seguito le sue indicazioni»

CHIETI. «Lunedì prossimo tecnici specializzati effettueranno analisi nel sito Sixty a noi affidato e potremo così sapere cosa provoca i cattivi odori che si sono sprigionati in questi giorni». A parlare è Giovanni Bellia, della International Corporate, custode giudiziale del sito ex Sixty di via Penne. L’edificio è al centro di una vendita giudiziaria (l’asta è in programma a Roma per il prossimo 28 gennaio con un prezzo base di 345mila euro) e il tribunale lo ha affidato alla custodia della International Corporate dei fratelli Bellia. I cattivi odori hanno subito suscitato allarme, visto che, pur essendo nella zona industriale della Val Pescara la palazzina è anche vicina a diverse abitazioni. «Noi ci siamo mossi subito», testimonia Bellia, «non appena abbiamo avuto notizia del problema abbiamo avvertito l’autorità competente, che in questo caso è l’Arta. L’Agenzia regionale per la tutela ambientale ci ha detto che dovevamo mettere in sicurezza l’area e noi abbiamo seguito alla lettera i suoi dettami». Per questo motivo sono comparsi i cartelli che avvertono i passanti di non avvicinarsi alla palazzina di cinque piani che una volta ospitava uno dei marchi dell’ex impero della moda Sixty, la Murphy & Nye. Sui cartelli c’è scritto chiaramente «pericolo esalazioni», «zona altamente inquinata», «divieto di avvicinamento», «prima di entrare indossare maschera protettiva», «vietato l’accesso, la ditta non risponde di eventuali danni a persone o cose».
Dopo aver messo in sicurezza l’area, il custode, secondo quanto chiesto dall’Arta, procederà a far fare delle analisi. Gli esami verranno realizzati dalla ditta Laserlab di Chieti Scalo, specializzata proprio in questo tipo di analisi. I tecnici arriveranno lunedì pomeriggio per i prelievi. «Al momento non abbiamo idea di cosa possa essere successo», continua Bellia, «ciò non significa che le esalazioni debbano essere per forza pericolose. Si potrebbe trattare anche di un fenomeno naturale dovuto alla semplice putrefazione di enzimi. E dunque non ci resta che aspettare il risultato della analisi».
Già nel 2016 nello stesso sito si era registrata una improvvisa risalita di gas dal terreno. Da almeno due anni il seminterrato è perennemente allagato, come registra una perizia immobiliare fatta fare dal tribunale il 13 febbraio 2017. (a.i.)
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