Esami balistici sulle armi sequestrate
Meccanico arrestato: la polizia indaga per risalire all’identità dei nomi sul libro mastro della droga
VASTO. Quella pistola infilata nei pantaloni, e che ha spaventato tanto i cittadini ai quali non è passata inosservata, ha dato il via all’indagine. Su quella pistola e sulle altre armi trovate nel capannone del Colle delle Mandorle sono ora concentrate le indagini della polizia dopo l’arresto di Donato Sanfelice e la denuncia di E.B., di 37 e 39 anni, entrambi di Vasto. Se i due uomini giravano armati, era perché da qualcuno dovevano difendersi. Gli investigatori stanno cercando di scoprire da chi. La sensazione della polizia è che Sanfelice lavorasse per qualcuno.
«Anche su questo stiamo lavorando. L’indagine è estremamente complessa», dice il dirigente del commissariato, il vice questore Alessandro Di Blasio. Tanti i particolari che raccontano come il blitz del Colle delle Mandorle ha alzato il coperchio su qualcosa di grosso. Non solo per il grande quantitativo di droga sequestrata, quanto per la quantità di armi e munizioni che Sanfelice conservava. Non si spaccia droga con un fucile a canne mozze o pistole di grosso calibro, per giunta rubate a Foggia. Le munizioni militari fanno pensare anche ad altre armi, che però non sono state trovate. La polizia ha intanto disposto accurati esami balistici sugli armamenti e sulle munizioni sequestrati, per verificare se in recenti fatti di cronaca, avvenuti in città, siano state utilizzate armi compatibili.
Contestualmente, gli agenti stanno cercando di identificare chi si nasconde dietro i soprannomi e gli pseudonimi riportati su una sorta di libro mastro che Sanfelice aveva nel suo ufficio e sul quale, scrupolosamente, erano annotati debiti e crediti. E poi ci sono le due carte d’identità contraffatte risultate rubate in bianco, una al comune di Napoli e l’altra a Cupello. Lo stesso Sanfelice ha dichiarato alla polizia di avere il materiale in deposito per conto terzi ma senza fare nomi.
«È evidente che siamo davanti a un particolare livello di criminalità con sfaccettature diverse. Stiamo lavorando su più fronti e non escludiamo novità», confermano dal commissariato. Il bltiz a Colle delle Mandorle, nella zona di Sant’Antonio Abate, è stato l’inizio di un filone che passa per la Puglia e arriva in Spagna. Titolare della delicata inchiesta, che promette ulteriori risvolti, è il procuratore capo della Repubblica presso il tribunale di Vasto, Giampiero Di Florio. (p.c.)
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