Esami di stato per 747 studenti «La scuola torna alla normalità»

Da domani le prime prove. Gli iscritti 72 in più del 2023. Il De Titta-Fermi è l’istituto con più maturandi Impazza il toto-tracce: dall’anniversario dell’assassinio di Matteotti alla nascita di Marconi 150 anni fa
LANCIANO. Sono 747 le studentesse e gli studenti dei quattro istituti superiori cittadini che da domani affronteranno le prove dell'esame di Stato, 72 in più rispetto allo scorso anno. Il De Titta-Fermi si conferma la scuola con il maggior numero di maturandi, 245; segue il liceo scientifico Galilei con 214, l'istituto Vittorio Emanuele II (licei classico e artistico) con 145 ragazzi e il Da Vinci-De Giorgio con 143. Le lezioni sono terminate da una decina di giorni, ma per i maturandi la concentrazione resta alta in vista delle prime prove d'esame che iniziano domani, alle 8.30, con lo scritto d'italiano, uguale per tutti. In queste ore impazza il toto-tracce che spazia dall'anniversario dell'assassinio di Giacomo Matteotti alle nuove frontiere aperte dall'intelligenza artificiale, dalla nascita 150 anni fa di Guglielmo Marconi a quella di Robert Oppenheimer, padre della bomba atomica.
«È stato l'anno in cui davvero la scuola è tornata alla normalità», dice la preside del De Titta-Fermi, Anna Maria Sirolli, «abbiamo avuto tanti progetti Pnrr che ci hanno permesso di ampliare l'offerta formativa e rinnovare i laboratori e in cui si sono sperimentate le figure del tutor e del docente orientatore. L'ultimo giorno di scuola i ragazzi si sono riuniti in cortile per concludere l'anno in modo sereno, dopo il Covid questi momenti di socialità sono necessari. Adesso sperano in prove d'esame accessibili». Ai nastri di partenza della maturità arrivano 77 studenti del liceo linguistico, 89 delle scienze umane, 43 di economia sociale, 36 dei tecnici. Oltre al saluto alle quinte durante l'orario scolastico, il liceo scientifico ha aperto le porte di sera per una festa da ballo a invito con i docenti e un accompagnatore per studente.
«È stato un momento conclusivo di unità e di comunità», spiega la preside del Galilei, Monica De Rosa, «non li vedo particolarmente preoccupati e agitati, ma si stanno preparando con serietà all'appuntamento. Abbiamo tenuto dei corsi di potenziamento per le prove scritte, la scuola ha fatto quel che poteva per prepararli al meglio. Non resta che fare loro un grosso in bocca al lupo».
Tra le novità della maturità 2024 c'è quella del “capolavoro”, una sorta di vetrina delle capacità e della storia scolastica degli studenti. «Entra a far parte dell'e-portfolio ma non sarà valutato in sede d'esame», spiega Angela Evangelista, dirigente del Vema dove ci sono 89 maturandi del classico e 56 dell'artistico, «potrà dare spunto per il colloquio orale poiché è una documentazione che parla del singolo ragazzo, evidenzia il lavoro e le attività, anche extracurriculari, che hanno inciso sulla sua formazione. C'è chi ha parlato degli stage linguistici, chi delle esperienze di alternanza scuola-lavoro all'estero». E si è concluso un anno intenso anche all'istituto Da Vinci-De Giorgio, dove arrivano alla maturità 36 studenti del professionale e 107 del tecnico. «È stato un anno molto impegnativo», dice la preside Francesca Iormetti, «i ragazzi sono stati coinvolti nei percorsi di mentoring e delle competenze trasversali ed è stato inaugurato il laboratorio dell'occupabilità. I ragazzi delle quinte vivono con particolare attesa questo momento, ma sono stati preparati con cura dai docenti».

