Esami per i tumori nel camion, la protesta con cori e striscioni

1 Aprile 2021

Le associazioni: «Situazione insostenibile dal 2012». La Asl: «Compreremo un nuovo macchinario» In strada scendono pure il sindaco Ferrara, la consigliera regionale Marcozzi e gli assessori comunali

CHIETI. Cori, tamburelli e striscioni. La protesta contro la Pet-Tac sui Tir arriva in piazza con le associazioni della rete No Pet su Tir che ieri hanno manifestato per l’intera mattinata sul cavalcavia di via dei Vestini, vicino all’ospedale. Le associazioni chiedono di acquistare il tomografo per la Pet, macchinario necessario per la diagnostica di tumori e malattie neurodegenerative, e di sistemarlo all’interno dell’ospedale, anziché sui camion come succede ora con grande disagio per l’utenza. Hanno preparato anche un progetto di come il tomografo potrebbe trovare spazio all’interno del reparto di Medicina nucleare. La storia va avanti dal 2012: il tomografo, proprio perché in affitto, può lavorare solo 2 giorni a settimana e, in questo periodo, sta lavorando addirittura un solo giorno a settimana, ingigantendo le liste d’attesa e provocando un’enorme mobilità passiva. A seguito delle proteste, la Asl si è impegnata ad acquistare il macchinario, ma ha subordinato l’acquisto alla realizzazione di nuovi spazi, addirittura alla costruzione di una nuova palazzina. Come dire: tra non meno di due anni, se tutto va bene.
LE RICHIESTE Le associazioni, invece, chiedono di acquistare subito il tomografo, di installarlo in reparto e, in seguito, se e quando saranno realizzati i nuovi spazi, di trasferirlo. Il macchinario in affitto sui camion costa mezzo milione di euro, per acquistarlo si spenderebbe da uno e mezzo a poco più di 2 milioni di euro, senza contare i soldi risparmiati in mobilità passiva e incassati per la mobilità attiva, visto che una Pet fissa di proprietà potrebbe lavorare 7 giorni su 7. Fatti due conti, si capisce che qualcosa non torna. Ecco perché sono fioccati esposti sia in procura che alla Corte dei conti.
ASSOCIAZIONI IN RIVOLTA La rete No Pet su Tir è formata dalle associazioni Gaia, presieduta da Patrizia Bonora, Lory a colori, diretta da Monica Marinari, Azione Parkinson Abruzzo, coordinata da Giusy Di Bari, e Il Popolo di Chieti con Gianni Di Labio e Roberto Sambenedetto. Proprio quest’ultimo ha presentato il progetto per installare la Pet, qualora venisse finalmente acquistata, nel reparto di Medicina nucleare: «Per adeguare i locali», dice, «servirebbe semplicemente spostare di un metro un muro di foratini». La protesta è stata supportata anche dalla consigliera regionale M5S Sara Marcozzi e dal Comune, presente con il sindaco Diego Ferrara, l’assessore Giancarlo Cascini e i consiglieri Gabriella Ianiro, Silvia Di Pasquale e Silvio Di Primio, quest’ultimo anche in rappresentanza dell’associazione La sinistra bene comune. C’era anche l’associazione I professionisti delle scienze motorie, con il presidente Emiliano Valente. Oltre ad aver presentato un esposto in procura, così come ha fatto anche Marcozzi, che ne ha inviato uno anche alla Corte dei conti, le associazioni hanno raccolto anche una petizione con oltre 6mila firme.
LA REPLICA Il direttore generale della Asl Thomas Schael, che ha sempre rifiutato di incontrare le associazioni, è corso ai ripari impegnandosi all’acquisto del macchinario e annunciando la volontà di realizzare una nuova palazzina per sistemare il tomografo. A suo dire, infatti, la Pet non può trovare spazio in reparto per «ragioni strutturali» che sarebbero «di assoluta evidenza». La Asl, dice Schael, «ha progettato di realizzare una struttura ex novo, di fianco all’ingresso principale, dove collocare oltre alla Pet-Tac due apparecchi di risonanza magnetica. Abbiamo elaborato un piano di investimenti molto puntuale, i fondi ci sono e aspettiamo solo l’approvazione del nostro bilancio di previsione per poterli spendere: l’autorizzazione ricevuta dalla Regione, infatti, è subordinata all’approvazione degli strumenti di programmazione, come specificato nella nota che abbiamo ricevuto».
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