Escursionisti recuperati nella notte

I giovani ai soccorritori: abbiamo lasciato il sentiero per raggiungere il torrente
GUARDIAGRELE. «Abbiamo lasciato il sentiero per avvicinarci al torrente e mangiare vicino all’acqua». Così hanno raccontato ai soccorritori le tre ragazze minorenni rimaste bloccate su alcuni speroni di roccia nella zona di Bocca di Valle. Due giovani che passavano nelle vicinanze hanno sentito le loro grida e sono intervenuti per aiutarle, rimanendo a loro volta bloccati. A recuperare tutti, in nottata, sono stati i tecnici del Soccorso alpino e speleologico Abruzzo con il supporto dei carabinieri forestali della stazione Parco di Pretoro. I cinque escursionisti, di età compresa fra 14 e 17 anni e residenti tra Guardiagrele e Filetto, se la sono cavata soltanto con un brutto spavento.
Martedì mattina le tre ragazze hanno deciso di trascorrere una giornata in montagna percorrendo il sentiero natura che porta fino alla cascata San Giovanni. Poi, l’idea di abbondare il sentiero e mangiare vicino al fiume. Dopo il pranzo al sacco, nel tentativo di proseguire il cammino, le amiche hanno continuato la salita, superando una serie di salti rocciosi che via via si sono fatti più alti, al punto da non riuscire a scendere. Intorno alle 17, consapevoli della situazione di pericolo in cui si erano cacciate, hanno lanciato l’allarme telefonando al 112. In quegli stessi minuti, però, due ragazzi che stavano scendendo a valle hanno raggiunto le giovani nella speranza di poterle aiutare, ma sono finiti a loro volta in trappola. I carabinieri forestali di Pretoro hanno individuato i minorenni, sempre più spaventati: rimanendo in contatto con loro, anche a distanza, sono riusciti a tranquillizzarli. Allertati anche i militari dell’Arma di Guardiagrele e la guardia di finanza, l’elicottero del 118 ha tentato di recuperare gli escursionisti, ma il vento forte non ha consentito di terminare l’operazione. Nel frattempo, una squadra a piedi del Soccorso alpino si è messa in cammino per raggiungere i ragazzi. Il recupero, anche con l’uso delle corde, si è dilungato fino a tarda notte a causa del terreno impervio. I ragazzi erano infatti circondati da pareti anche di qualche metro: alcuni di loro hanno atteso i soccorsi immobili, senza la possibilità di sedersi. (g.let.)
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