Esente dal ticket però deve pagare le cartelle cliniche

La richiesta del Cup dell’ospedale disorienta un paziente Ma l’operatore chiarisce: hanno un prezzo perché detraibile
CHIETI. È rimasto a dir poco spiazzato Enrico Dell’Osa quando ieri mattina si è recato all’ospedale teatino per ritirare la sua cartella clinica ed è venuto a sapere che, nonostante avesse l’esenzione per le prestazioni sanitarie, avrebbe dovuto pagare lo stesso. Non solo, Dell’Osa era già rimasto alquanto perplesso quando aveva saputo che la sua cartella clinica non era una ma erano due (e dunque pagamento doppio), semplicemente perché era stato ricoverato in due distinti reparti ospedalieri. E ancora più preoccupato era rimasto quando aveva saputo che nei documenti che dovevano attestare il suo percorso clinico era improvvisamente “scomparso” l’intervento che aveva da poco subito. Già, proprio così, dell’operazione non c’era traccia. Forse si tratterà della poca dimestichezza da parte di un normale cittadino nel raffrontarsi con la strutturare ospedaliera, ma certo non può essere colpa sua se si è “perso” un intervento nel complicato iter burocratico che ha accompagnato la fine della sua degenza al SS. Annunziata. Tutto è cominciato quando Dell’Osa ha dovuto rinnovare la richiesta per la pensione. «Tra i vari documenti richiesti», dice, «c’erano anche quelli che attestavano che io avevo subito davvero l’operazione alla quale mi sono effettivamente sottoposto». Così alla ricerca dell’intervento, prima “perso” poi per fortuna “ritrovato”, Dell’Osa alle 11.30 di ieri si è recato all’ufficio per il rilascio delle cartelle cliniche, al settimo livello del SS. Annunziata. Qui scopre che le cartelle cliniche sono due: «Siccome sono stato ricoverato sia nel reparto di chirurgia che in quello di malattie infettive», dice, «vengo a sapere che devo ritirare due cartelle. Avendo l’esenzione per reddito dalle prestazioni sanitarie chiedo di non pagare, ma l’addetto non sa cosa dirmi al riguardo». La dipendente inizia a informarsi sulla richiesta di Dell’Osa, ma non riesce a trovare nessuno che le sappia dire qualcosa. «Passa mezz’ora alla ricerca di qualche funzionario, ma sono tutti introvabili», lamenta Dell’Osa, che prende e se ne va. Più tardi telefoniamo alla Asl per cercare di capirci qualcosa e, nel frattempo, l’addetto è riuscito a trovare una risposta: «Le cartelle cliniche si pagano sempre, perché la ricevuta di pagamento è detraibile dalle tasse». Dell’Osa, nel frattempo, essendo un militante dell’Altra Chieti, ha informato dell’accaduto il consigliere comunale del movimento politico, Enrico Raimondi, che annuncia un’interrogazione consiliare «perché il sindaco si faccia interprete di questo tipo di problematiche nei confronti dei vertici della Asl». (a.i.)

