Esperimenti di chimica e disegni: a lezione con 500 piccoli Einstein

Ieri, tra Corso Marrucino e piazza Vico, gli stand degli studenti di 13 scuole primarie e secondarie L’iniziativa per spiegare i cambiamenti climatici è organizzata dal consiglio comunale dei ragazzi
CHIETI. Più di 500 piccoli studenti hanno preso le vesti di scienziati e hanno spiegato gli effetti del cambiamento climatico con semplici e colorati esperimenti di chimica. In occasione della giornata della scienza, il consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi ha organizzato ieri la nona edizione dell’evento che ha coinvolto 35 classi di 13 scuole primarie e secondarie della città. Corso Marrucino e piazza Gianbattista Vico sono stati invasi dai giovani che intrepidi hanno illustrato in modo semplice e allegro i fenomeni che sono all’origine degli attuali cambiamenti climatici.
Nessun limite d’età per gli studenti a confronto con la chimica. «Con entusiasmo e competenza i ragazzi hanno invitato i passanti a visitare gli stand», spiega la referente del consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze, Carmela Caiani, «per sperimentare e scoprire quello che avevano appreso a scuola durante le attività di educazione scientifica». E tra una reazione chimica e l’altra, c’è anche chi ha rappresentato con i movimenti del corpo il vento. «È un laboratorio teatrale ad opera degli studenti della scuola di via Bosio», prosegue Caiani. Esperimenti, disegni, cartelloni colorati che rappresentano il momento conclusivo di un percorso didattico iniziato tra i banchi di scuola. «I ragazzi partono dal piccolo per capire a livello climatico che succede», spiega Marilisa Sulpizio, professoressa di scienze e matematica al convitto, «con gli esperimenti i ragazzi scoprono cos’è un miscuglio, cosa comportano le piogge acide e si confrontano con la chimica».
Ogni classe ha spiegato i cambiamenti climatici in modo diverso: ad esempio le quinte del Vico si sono ispirate «alle opere di Piero Gilardi», racconta Lella Barbetta, maestra di matematica, «abbiamo realizzato i tappeti natura per spiegare le conseguenze dei cambiamenti climatici nei loro ecosistemi: artificiale, mare e terra». E a toccare con mano la chimica sono stati anche i piccolissimi dell'infanzia che insieme alle loro maestre hanno spiegato in modo semplice teorie ben più complesse. «Hanno fatto vedere ai loro genitori il principio di Archimede», racconta Valeria Del Grosso, maestra della scuola Cesarii, «il galleggiamento dei corpi nell’acqua e la loro forza». Un modo per toccare con mano, anche sporcandosele, i principi della fisica e della chimica. E fin da giovanissimi questo approccio aiuta a sviluppare competenze che rimangono poi ben salde nella mente. «Il problem solving», prosegue Del Grosso, «parte proprio dal ragionamento scientifico e dalla computazione. Questo è essenziale fin da piccoli perché quando il bambino di 4-5 anni acquisisce con l’esperienza queste nozioni gli restano più impresse».
Tra i banchetti dei piccoli scienziati c’è stata anche la visita dell’assessore alla Pubblica istruzione, Teresa Giammarino, insieme alla garante per l’infanzia, Matilde Giammarco, che hanno consegnato agli studenti gli attestati di partecipazione. Tra sorrisi e voglia di divertisti, i giovani hanno avuto l’occasione anche di pensare al loro domani. «Noi siamo il futuro dell’umanità», dice sorridente Greta Di Primio, studentessa della classe seconda del Vico, «saremo degli adulti consapevoli».
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