Esplodenti, ispezione degli esperti sui rischi

25 Marzo 2021

Casalbordino. Oggi le verifiche per l’eventuale rilascio della licenza sospesa con la morte dei tre operai

CASALBORDINO. Esplodenti Sabino. Il nuovo sequestro operato dalla Procura nella polveriera di Casalbordino fa esultare gli ambientalisti. La risposta dei responsabili dell'azienda è telegrafica. «Risponderemo alle accuse nelle sedi opportune». Né il presidente Gianluca Salvatore né i suoi legali, gli avvocati Franco Barbetta di Roma e Arnaldo Tascione di Vasto intendono replicare alle accuse mosse dal Forum H2O.
Intanto oggi nell'azienda di contrada Termine a Casalbordino Stazione è in programma un’ispezione della Commissione tecnica rischi (Ctr). Una visita importante che i lavoratori aspettano da tempo e dalla quale potrebbe dipendere il ripristino della licenza. Loro ripetono il loro appello a poter tornare a lavorare. «I nostri figli hanno diritto a vivere serenamente», insistono alcuni lavoratori. La vicenda insomma diventa sempre più delicata.
La Procura ha già spiegato che ogni azione è mirata oltre che alla scoperta della verità (perché si è verificata l'esplosione che ha dilaniato 3 operai) a garantire la sicurezza agli altri 80 lavoratori. Il nuovo sequestro deciso due giorni fa è il risultato delle indagini condotte sul posto. I lavoratori tuttavia chiedono di trovare un modo per assicurare comunque loro il lavoro e lo stipendio. L'azienda ha già spiegato di non poter più mantenere il sito se la sospensione della licenza durerà ancora a lungo.
Dopo le accuse del Forum H2O, i dirigenti della Esplodenti Sabino si sono chiusi a riccio. Secondo indiscrezioni i loro legali sono al lavoro ma non c'è alcuna conferma. La richiesta è discrezione e tranquillità.
La Esplodenti Sabino è ferma dal 21 dicembre 2020. Il 24 dicembre la prefettura di Chieti ha sospeso la licenza ai titolari dell'azienda. Questi ultimi sono indagati per la morte di Carlo Spinelli, 54 anni, di Casalbordino; Paolo Pepe, 54 anni, di Pollutri e Nicola Colameo, 45 anni, di Guilmi. Ora sono stati iscritti dal procuratore Giampiero Di Florio per la seconda volta nel registro degli indagati con l'accusa di illeciti amministrativi. (p.c.)
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