Esplodenti, perizia degli artificieri sulla restituzione della licenza

13 Aprile 2021

Sopralluogo oggi degli esperti nel sito in cui il 21 dicembre morirono tre operai per una deflagrazione L’azienda resta inaccessibile dopo i provvedimenti del pm e del giudice, ma c’è il ricorso al Riesame

CASALBORDINO. Nuova visita ispettiva oggi alla Esplodenti Sabino. L'azienda di località Casalbordino stazione sarà visitata dagli artificieri. L'ispezione rientra nell'elenco dei controlli necessari alla Commissione provinciale per la sicurezza per stabilire se sia opportuno o meno ridare al titolare della polveriera la licenza sospesa il 24 dicembre 2020. All'ispezione, oltre ai rappresentanti dell'azienda, dovrebbero essere presenti anche rappresentanti sindacali, pronti a fornire risposte e chiarimenti. Questa dovrebbe essere l'ultima ispezione. È quello che si augurano 80 famiglie il cui futuro dipende dalla ripartenza della Esplodenti Sabino.
Nel giro di qualche giorno, comunque, arriveranno sia la risposta del gip del Tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale chiamato a decidere sul dissequestro degli uffici amministrativi, che la risposta del tribunale del Riesame sul secondo sequestro cautelativo di natura ambientale.
I vincoli che tengono ferma la Esplodenti Sabino sono due. Uno è di natura probatoria ed è stato disposto dal procuratore di Vasto, Giampiero Di Florio. L'altro è di natura ambientale ed è stato deciso dal giudice Fabrizio Pasquale. L'accusa in questo caso è di «avere stoccato, in assenza di titoli autorizzativi, rifiuti pericolosi e non pericolosi, posti sul terreno all'interno di cisternette in più aree dello stabilimento, in assenza di idoneo bacino di contenimento atto ad impedire eventuali sversamenti in danno del sottosuolo”.
Al tribunale del Riesame gli avvocati dell’azienda, Franco Barbetti e Arnaldo Tascione, hanno ricordato che la materia riguardante gli esplosivi, gli inertizzatori e i residuati bellici è regolata dal testo unico della legge di pubblica sicurezza e non dal testo unico sull'ambiente, invocando quindi il dissequestro. Il procuratore Giampiero Di Florio ha più volte ribadito la necessità di garantire sicurezza a tutti i dipendenti della Esplodenti Sabino.
Non è semplice occuparsi di una vicenda così delicata e dai mille risvolti. Il 21 dicembre 2020 alla Esplodenti Sabino si è verificata una esplosione che ha ucciso tre lavoratori: Carlo Spinelli, 54 anni, di Casalbordino; Paolo Pepe, 45 anni, di Pollutri e Nicola Colameo, 45 anni, di Guilmi. La procura ha aperto un'inchiesta per disastro colposo. Le indagini sono in corso da quasi quattro mesi. Al dramma dei tre morti si è aggiunto quello di 80 lavoratori rimasti senza occupazione. Sulla vicenda sono intervenuti politici e sindacalisti. Unanime la richiesta di garantire il lavoro a persone che non hanno alcuna colpa con quello che è successo.
C'è però anche la denuncia degli ambientalisti ed in particolare del Forum H2o che puntano il dito contro i responsabili della polveriera. La procura e i giudici stanno valutando la situazione per disporre provvedimenti che garantiscano la sicurezza di tutti senza danneggiare i lavoratori. (p.c.)
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