Esplodenti Sabino Altri sequestri per reati ambientali

23 Marzo 2021

CASALBORDINO. Esplodenti Sabino: la Procura di Vasto dispone nuovi sequestri per reati ambientali e iscrive nel registro degli indagati per illecito amministrativo i vertici dell'azienda per...

CASALBORDINO. Esplodenti Sabino: la Procura di Vasto dispone nuovi sequestri per reati ambientali e iscrive nel registro degli indagati per illecito amministrativo i vertici dell'azienda per inosservanza delle regole a vantaggio del risparmio. Nuova tegola sui dirigenti della polveriera di Casalbordino teatro il 21 dicembre di un esplosione costata la vita a 3 operai. La Procura ha chiesto e ottenuto al termine di nuove indagine il sequestro preventivo per reati ambientali dell'area della Esplodenti Sabino dove lo scorso dicembre una deflagrazione provocò 3 vittime. Il sequestro questa volta è stato chiesto per «aver stoccato, in assenza di titoli autorizzativi, rifiuti pericolosi e non pericolosi, posti sul terreno all'interno di cisternette in più aree dello stabilimento, in assenza di idoneo bacino di contenimento atto ad impedire o contenere eventuali sversamenti in danno del suolo, sottosuolo e acque superficiali e sotterranee; per aver illecitamente smaltito, attraverso operazioni di incenerimento all'interno del forno statico: incenerimento a terra di rifiuti liquidi pericolosi, imballaggi pericolosi, panetti filtranti pericolosi e scarti di lavorazione pericolosi, costituiti da acque contaminate da miscele esplosive prodotte; omettendo altresì la classificazione come rifiuto, il tracciamento quantitativo e qualitativo dello stesso».
L'azienda avrebbe inoltre «illecitamente stoccato e raccolto rifiuti pericolosi di varia natura (tra cui ceneri pesanti prodotti dall'incenerimento rifiuti presso il forno 80, polveri sottili prodotte dai sistemi di abbattimento, bossoli bonificati, imballaggi contaminati depositandoli sul terreno, all'interno di big bags (grandi sacchi) o in cassoni scoperti, non a tenuta, senza adottare cautele atte ad evitare la diretta esposizione dei rifiuti agli agenti atmosferici e il dilavamento di eventuali inquinanti in danno di suolo, sottosuolo, acque superficiali e sotterranee». Il procuratore Giampiero Di Florio ha iscritto i vertici dell'azienda e la stessa azienda sul registro degli indagati per illeciti amministrativi non avendo «predisposto ed efficacemente attuato, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati come l'esplosione di dicembre, omettendo di vigilare sul funzionamento e l'osservanza degli stessi, per favorire l'ente, con un risparmio di spesa». (p.c.)
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