Esplodenti Sabino, cassa integrazione beffa

Doccia fredda per gli 80 lavoratori senza stipendio da dicembre: l’Inps ha riconosciuto solo due settimane
CASALBORDINO. La cassa integrazioni è stata concessa. Anzi no. Agli 80 dipendenti della Esplodenti Sabino sembra di vivere un incubo. L'entusiasmo provocato la scorsa settimana dall'annuncio del riconoscimento della cassa integrazione da parte dell'Inps è stato gelato dal chiarimento successivo. Al momento l'Inps ha riconosciuto ai lavoratori solo le due settimane di gennaio (per le quali l'azienda aveva già anticipato la somma) ma non ancora altre 11 settimane fra febbraio e marzo. I sindaci del territorio sono fiduciosi che sarà così. I rappresentanti sindacali, meno ottimisti, sollecitano chiarezza in tempi brevi dall'Inps. I lavoratori, stremati dai disagi economici e dall'incertezza del futuro, chiedono di poter tornare a lavorare. Per farlo sono necessari due passaggi. Il comitato provinciale per la sicurezza dovrebbe ridare a Gianluca Salvatore, titolare della Esplodenti Sabin , la licenza sospesa il 24 dicembre 2020. La Procura di Vasto dovrebbe concedere all'azienda il dissequestro dell'area che non è stata interessata dall'esplosione costata la vita il 21 dicembre, a 3 operai, Paolo Pepe, di Pollutri 45 anni, Carlo Spinelli di Casalbordino 54 anni e Nicola Colameo di Guilmi, 45 anni. In questo modo, le indagini e il lavoro potrebbero proseguire e convivere.
L'assessore regionale Daniele D'Amario, che sta seguendo la vicenda con attenzione insieme al collega Pietro Quaresimale, oggi dovrebbe parlare con i magistrati vastesi per fare il punto della situazione investigativa e capire se e quando la Esplodenti Sabino potrà tornare ad operare. E se lo chiedono anche molti Paesi della Nato per i quali la Esplodenti Sabino lavora. La riapertura degli uffici consentirebbe di portare a termine l'attività già iniziata o addirittura ultimata a dicembre, ma bloccata.
In settimana saranno consegnati in Procura i risultati dell'autopsia eseguita sui corpi delle vittime e a breve i Ris dovrebbero consegnare anche i risultati dei tamponi. «La Procura faccia la massima chiarezza sull'incidente costato la vita ai nostri colleghi. Lo vogliamo anche noi», dicono le maestranze, invocando tuttavia l'opportunità di tornare a lavorare per mantenere le famiglie. Da Roma il deputato del M5S, Carmela Grippa, segue la vicenda ed ha assicurato che dopo aver presentato un interrogazione al ministero, la sua attenzione per i lavoratori della polveriera di Casalbordino non è scemata. «Tutti», dice il sindaco di Guilmi, Carlo Racciatti, «vogliamo che qualora venissero individuate responsabilità nella morte dei tre opera , siano punite. Ma è anche giusto dare a 80 padri di famiglia (alcuni parenti delle vittime) la possibilità di lavorare e assicurare il necessario ai figli». (p.c.)
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