Esplodenti Sabino, la Regione conferma l’incontro mercoledì

1 Marzo 2021

CASALBORDINO. Sopravvivere a una tragedia non è facile. Lo sanno bene gli 80 dipendenti della Esplodenti Sabino che, oltre al dolore per la perdita dei 3 cari colleghi Paolo Pepe, 45 anni, Nicola...

CASALBORDINO. Sopravvivere a una tragedia non è facile. Lo sanno bene gli 80 dipendenti della Esplodenti Sabino che, oltre al dolore per la perdita dei 3 cari colleghi Paolo Pepe, 45 anni, Nicola Colameo, 46 e Carlo Spinelli, 54, devono sopportare l’angoscia di un futuro incerto. L'azienda è ferma da due mesi e a loro non viene riconosciuta la cassa integrazione.
«Mercoledì», fa sapere l’assessore regionale alle attività produttive, Daniele D’Amario, «avrò insieme al collega Pietro Quaresimale, un incontro via remoto con i rappresentanti sindacali per fare il punto sulla drammatica situazione degli 80 lavoratori della Esplodenti Sabino, capire come stanno effettivamente le cose e quali sono le problematiche che impediscono il riconoscimento della cassa integrazione». L’incontro comincerà alle 11. «Non sarà certo il l’unico incontro che avremo sull’argomento. Ce ne saranno anche altri», dice l’assessore della giunta guidata dal presidente Marco Marsilio.
A sollecitare un intervento della Regione sono stati i segretari regionali della Femca-Cisl, Filtcem-Cgil e Uiltec-Uil, rispettivamente Stefano Di Francesco, Carlo Petaccia e Debora Del Fiacco, ma anche i rappresentanti territoriali e le rsu stanno combattendo per trovare una soluzione alla spinosa vicenda. Fra i dipendenti senza stipendio ci sono anche parenti delle vittime. «Sono padri di famiglia e non sanno come garantire il futuro ai loro figli», ha confermato Carlo Racciatti, sindaco di Guilmi. «Chiedono di poter lavorare o comunque di poter garantire alle loro famiglie il necessario». Dopodomani i sindacati spiegheranno ai rappresentanti della Regione i motivi per i quali l’Inps non riconosce la cassa integrazione alle aziende ferme per un incidente e non per crisi economica. «Faremo il possibile per trovare una soluzione», assicura D’Amario. (p.c.)
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