Esplosivi, reagenti e candelotti: la santabarbara in due abitazioni

Nel blitz a padre e figlio minorenne sequestrati tre chili di polvere pirica e due di sostanze chimiche I due, denunciati, scoperti per la vendita on line del materiale confezionato: è caccia ai loro acquirenti
VASTO. Tre chilogrammi di polvere pirica, 2 chili di precursori (materiale da miscelare per il confezionamento di esplosivi), decine di candelotti già riempiti, altri ancora vuoti. È quanto sequestrato venerdì dai carabinieri in due distinti appartamenti del centro cittadino. Parte del materiale era custodito da un adolescente. Il ragazzino e il padre, un tranquillo professionista vastese, abitano in due case diverse. I militari hanno dovuto perquisirle entrambe. L'operazione è stata lunga e delicata e ha richiesto l'impiego di decine di uomini. Sia il padre che il figlio devono rispondere al momento di detenzione illegale di materiale esplodente. La loro posizione potrebbe aggravarsi qualora nel corso delle indagini venisse scoperta una destinazione illecita del pericoloso materiale. Al momento infatti non sembra che i due volessero confezionare esplosivi a scopo commerciale.
Cosa avevano intenzione di fare i due? Ad occuparsi dell'adolescente sarà la Procura per i minorenni dell'Aquila a cui il ragazzo è stato denunciato. Il padre, invece, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Vasto. L'uomo non ha precedenti. I carabinieri hanno scoperto quello che accadeva a casa del professionista e del figlio nel corso di un’attività di indagine su account dediti alla vendita on line di materiale esplodente. Transazioni all'apparenza legali ma quantomeno inconsuete. L'operazione ha permesso di garantire il prelievo del pericoloso materiale detenuto illegalmente e la messa in sicurezza dei due appartamenti e degli immobili in cui è stato ritrovato.
Le sostanze sequestrate sono, a detta degli esperti, potenzialmente distruttive e se assemblato quel tipo di materiale potrebbe essere utilizzato anche per attentati dinamitardi. Al momento gli investigatori non sanno ancora quale uso i due intendessero fare dei candelotti e della quantità di polvere pirica di cui erano in possesso. Anche solo lo sfregamento involontario dei candelotti già confezionati avrebbe potuto provocare un’esplosione. Per questo i carabinieri per il prelievo e il trasferimento del carico di esplodenti hanno richiesto l'arrivo degli artificieri del comando provinciale di Chieti, dei vigili del fuoco e del personale del 118. Il carico è stato trasferito in una cava sulla Trignina e fatto brillare.
Molti particolari dell'operazione, che come detto non è ancora conclusa, vengono celati per evitare l'identificazione dell'adolescente che pare custodisse il materiale di nascosto dalla madre. Una vicenda inquietante, dunque, che ha creato non poca preoccupazione in città. Tante le ipotesi e gli interrogativi ancora da chiarire. Prima di tutto perché due persone che vivono una vita “normale” abbiano deciso di comprare e confezionare esplodenti. I due potrebbero essere venuti in contatto con personaggi pericolosi? Non è escluso che subito dopo Ferragosto sia il ragazzo che il padre verranno ascoltati dai carabinieri. Potrebbe però essere anche il loro legale a preparare una memoria difensiva.
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