Esposto sul campo di Sant’Anna Il gestore: l’impianto non è agibile

21 Aprile 2019

A marzo il sopralluogo del Comune che ha chiuso la tribuna: è a rischio di cedimento strutturale La società “Città di Chieti”: l’intera struttura è stata aperta e utilizzata per anni senza autorizzazioni

CHIETI. Il campo sportivo di Sant’Anna finisce in Procura. Dopo il sopralluogo del Comune del 29 marzo scorso, che ha portato alla chiusura della tribuna perché giudicata a rischio di cedimento strutturale, il gestore passa al contrattacco con un esposto in Procura. Secondo il concessionario, infatti, non solo le tribune non sono agibili, ma l’intero impianto non lo è. E questo nonostante il campo sia stato regolarmente in attività per anni. In sede di gara d’appalto non sembravano esserci problemi di agibilità, al momento della consegna, però, salta fuori che l’ufficio comunale non ha «reperito certificati di agibilità né di idoneità statica».
CERTIFICATI SPARITI. Il gestore “Città di Chieti” - o meglio il consorzio formato da CS2010 e River Chieti 65 - vince la gara per l’affidamento il 19 maggio scorso. Il 16 luglio firma il contratto. Ma solo il 30 agosto scorso, in sede di consegna dell’impianto, scopre che i certificati non ci sono. La formula che il funzionario del Comune Mario Salsano, in qualità di responsabile unico del procedimento, utilizza nel verbale di consegna è sibillina: «Non sono stati reperiti agli atti d’ufficio», si legge nel verbale, «certificati di agibilità né idoneità statica e nemmeno il Cpi - certificato di prevenzione incendi - e i certificati di conformità e collaudo degli impianti». Non si capisce, però, se una serie di certificati basilari, senza i quali un impianto sportivo non può restare in attività, non siano mai esistiti o non sono stati trovati dagli uffici del settore comunale lavori pubblici. Sta di fatto che il gestore firma quel verbale e si impegna a fare una serie di lavori che vanno al di là della manutenzione straordinaria richiesta dal bando di gara. Ma come è possibile che un campo dove si è sempre giocato improvvisamente non sia più agibile?
CONTRATTO SOSPESO. Il 26 marzo, tre giorni prima del sopralluogo in cui il Comune verifica che il gestore non ha rispettato una serie di impegni, questi denuncia alla Procura «la circostanza gravissima, ossia che», si legge nell’esposto, «il Comune ha autorizzato ai precedenti concessionari l’utilizzo dell’impianto pur in assenza dei documenti attestanti l’agibilità dell’impianto stesso e l’idoneità statica». Nella stessa lettera il gestore annuncia al Comune che «il contratto sottoscritto il 16 luglio 2018 non può che ritenersi sospeso, poiché a oggi è impossibile che il consorzio possa dare corso agli impegni assunti in assenza delle “prescritte autorizzazioni per agibilità degli impianti” che devono essere sì in possesso del concessionario per eseguire i lavori ai quali si è impegnato in sede di gara, ma non dallo stesso conseguiti». (a.i. e g.g.)