Espulsi 5 immigrati dal centro accoglienza

Blitz di polizia, carabinieri e vigili urbani: controllati gli 80 rifugiati. Il sindaco: struttura inadeguata, ma non decido io
TORINO DI SANGRO. Cinque immigrati nordafricani sono stati allontanati dal territorio e rimandati nei Paesi d’origine al termine di un blitz scattato ieri mattina alle 7 e durato circa 3 ore all’interno del centro di accoglienza Hotel Lecceta di Torino di Sangro. L’operazione ha impegnato gli agenti del commissariato di Lanciano e Vasto, i carabinieri di Torino di Sangro e la polizia municipale. La struttura è stata interdetta. Le forze dell’ordine hanno realizzato un cordone di protezione attorno al centro di accoglienza. Gli ottanta ospiti della struttura sono stati controllati uno ad uno. Cinque di loro dovranno lasciare Torino di Sangro.
La vicenda, che dimostra l’attenzione della prefettura e della questura sulla questione migranti, ha comunque rinfocolato le polemiche. Il presidente dell’associazione Contribuenti Abruzzo, Donato Fioriti, e il consigliere comunale Nino Di Fonso hanno invocato una seduta del consiglio comunale urgente. «Sono felicissima di questo dal momento che la sottoscritta da tempo sollecita le autorità preposte ad affrontare la questione», ha risposto il sindaco Silvana Priori. «Lo dicevamo da tempo, avevamo espresso preoccupazione per la presenza extracomunitaria esuberante nel nostro comune, già quando c’è stato l blocco stradale per futili motivi. Siamo stati facili profeti. Questo blitz delle forze dell’ordine nel locale dove dimorano dimostra che avevamo ragione», scrive Nino di Fonso esprimendo preoccupazione per quanto sta avvenendo. Fioriti, presidente di Contribuenti Abruzzo ritiene non più procrastinabile fare il punto della situazione in un comune relativamente piccolo, ma interessato dalla presenza preoccupante extracomunitaria. «La cittadinanza deve avere consapevolezza e coscienza di questa presenza sul territorio, di come la si sta gestendo e se stanno emergendo atti criminosi o meno. Ne va della sicurezza di un’intera cittadinanza», affermano Fioriti e Di Fonso. «Sono stata la prima a ritenere il centro di accoglienza inadeguato come luogo. La gestione della problematica purtroppo passa sulla testa dei sindaci», afferma il sindaco Silvana Priori. «Le associazioni si rapportano con la prefettura. Se le strutture sono idonee i Comuni possono fare ben poco. Ho presentato più volte osservazioni e sottoposto all’attenzione del prefetto diversi problemi. I problemi, tuttavia, si risolvono ragionando e trovando insieme le soluzioni. Sono felice di convocare un consiglio comunale su questa problematica e altrettanto felice di far sapere ai cittadini che il Comune è attento alla loro sicurezza», conclude la Priori.
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