Estorsione col finto aborto clandestino

8 Novembre 2015

Ginecologo minacciato e costretto a pagare 5mila euro: «Dacci i soldi o raccontiamo che fai interruzioni di gravidanza»

VASTO. Era finito, in qualità di ginecologo, in un’inchiesta l’11 dicembre dello scorso anno anche per l’utilizzo di dispositivi medici per esami diagnostici non sterili: il materiale fu sequestrato nel suo studio di Vasto dai carabinieri del Nas di Pescara, in collaborazione con i colleghi della compagnia di Vasto. In particolare il medico era sospettato di eseguire pratiche operatorie illegali e per questo fu denunciato. Ieri il colpo di scena: il professionista, in realtà, era una vittima di un quartetto formato da due donne e due uomini, tutti di origine molisana, anche se uno di loro è residente a Vasto. I militari del Nas di Pescara, in collaborazione con i carabinieri di Vasto e Termoli, hanno eseguito ieri mattina 4 provvedimenti restrittivi. I 4 sono ai domiciliari, due a Termoli, uno a Montenero di Bisaccia e uno a Vasto.

«I quattro», spiega il maggiore Giancarlo Vitiello, comandante della compagnia dei carabinieri di Vasto, «sono ritenuti responsabili, in concorso, di estorsione al professionista». Gli arresti sono l’epilogo di quasi due anni di indagini. «Tutto è iniziato quando il ginecologo è stato avvicinato all’interno del suo studio da una donna e supportata da altri 3 complici, che gli ha chiesto senza tanti preamboli e usando un tono decisamente aggressivo, una cospicua somma di denaro per non divulgare informazioni, per altro infondate, in merito a un presunto aborto clandestino praticatole dal professionista all’interno del suo studio», spiegano i carabinieri in una nota.

Il medico, sconvolto e spaventato dalla minaccia e dalla determinazione della donna e dei suoi complici, ha accettato e ha firmato un assegno di cinquemila euro. Il professionista pensava che il suo calvario a quel punto fosse finito. Non era affatto così. La donna che aveva chiesto al medico il denaro lo ha comunque denunciato, pensando evidentemente di tenere il medico in pugno. Il ginecologo, però, ha raccontato tutto agli investigatori fornendo dettagli che hanno convinto i militari ad approfondire le indagini. L’attività investigativa dei Nas e dei colleghi di Vasto coordinata dalla Procura istoniense, ha permesso di ricostruire l’intera vicenda definendo chiaramente le responsabilità a carico del gruppo criminale che, per spaventare il medico, tenerlo in pugno e riscuotere altre somme di danaro, aveva denunciato il professionista per aborto clandestino. Un’accusa che, rileggendo i giornali dell’epoca, appare evidente che il ginecologo avesse rigettato con disperazione fin da subito. Alla fine la verità sta venendo a galla. Ieri mattina sono scattati gli arresti domiciliari per i quattro. Per i medici è la fine di un incubo.

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