Estorsione e botte ai familiari: condannati

Coppia di giovani vuole i soldi per droga e alcol: per ottenerli picchiano fratello, cognata e madre di lei
LANCIANO. Volevano soldi per comprare droga e alcool e, per questo, non hanno esitato a picchiare i familiari. Calci e pugni a fratello, cognata e madre. Accusati di lesioni, tentata estorsione ed estorsione vera e propria, Manuela Stella, 34 anni, e il compagno Antonio Bomba, 31 anni, entrambi di Lanciano, sono stati condannati, con rito abbreviato, rispettivamente a tre anni e 6 mesi di reclusione e 4 anni, 7 mesi e 10 giorni di carcere, più il risarcimento danni da stabilire in separata sede verso il fratello e la cognata di Stella, costituiti parte civile e rappresentati dall’avvocato Alessandro Troilo. Il procuratore capo facente funzioni, Rosaria Vecchi, ha chiesto per Bomba, che è in carcere, 4 anni di reclusione, pena inasprita di altri 7 mesi e 10 giorni dal giudice per le udienze preliminari Marina Valente. I fatti risalgono al giugno 2016. Ad essere presi di mira per primi erano stati il fratello e la cognata della donna. Per l’accusa Stella e Bomba, la sera del 20 giugno scorso, si erano recati a casa dei familiari con brutte intenzioni. Ce l’avevano soprattutto con il fratello di lei perché impediva alla madre, A.Z., 66 anni, cuoca in un ristorante lancianese, di dare i soldi alla figlia.
Denaro che i due chiedevano continuamente e che serviva loro, molto probabilmente, per acquistare droga e alcool. Nel condominio del quartiere di Santa Rita erano volati calci e pugni e il fratello della donna era dovuto ricorrere alle cure mediche per un “trauma cranio-facciale ed escoriazioni multiple”, giudicati guaribili in 15 giorni (da qui la prima accusa di lesioni). Poi la coppia si era diretta nel ristornate dove la mamma di Stella, suocera di Bomba, lavora come cuoca. Qui avevano iniziato ad inveire contro di lei, a chiederle soldi che non doveva, e l’avevano picchiata. Colpi in testa, spinte, addirittura le avevano sputato contro. Poi minacce, da parte di Bomba, per avere i soldi: “Dammi i soldi altrimenti spacco tutto, ammazzo tutti, distruggo tutto”, facendo a pezzi la vetrata del ristorante dove la donna lavora e danneggiando l’auto di un cliente. La suocera non aveva ceduto alle minacce (tentata estorsione) e si era fatta medicare al Pronto soccorso per lesioni giudicate guaribili in 5 giorni. I due imputati hanno dovuto rispondere anche di estorsione vera e propria perché, secondo l’accusa, per oltre un anno hanno minacciato di morte la mamma di lei, riuscendo a farsi consegnare ogni giorno soldi, per importi imprecisati. (t.d.r.)

