Estorsioni e rapine, condannati a 22 anni

Sentenza per quattro imputati: vendevano droga ai giovani che ricattavano per i mancati pagamenti
LANCIANO. Vendevano droga a giovani di Lanciano, ma spesso ricorrevano alle maniere forti, anche estorcendo oggetti, oltre che denaro, per costringere i giovani a pagare i propri debiti. Con le accuse, a vario titolo, di rapina, estorsione e cessione di sostanze stupefacenti, sono stati condannati dal giudice per le udienze preliminari, Marina Valente, con il ricorso al rito abbreviato: Rosanna De Rosa, 42 anni, che dovrà scontare in tutto 6 anni di reclusione; suo figlio Giuseppe Morelli, 21 anni, condannato a 5 anni di carcere; Thomas Staniscia, 24 anni, che in tutto ha avuto 8 anni di reclusione e Alessandro Ceroli, 27 anni, condannato a tre anni di carcere.
I quattro, tutti di Lanciano e con precedenti specifici, erano stati arrestati a gennaio dopo 6 mesi di indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Lanciano, con la collaborazione dei colleghi della compagnia di Ortona e del nucleo cinofili del comando legione Abruzzo coordinati dalla Procura frentana.
In aula ieri a sostenere le accuse c’era il sostituto procuratore Rosaria Vecchi. Le indagini erano partite da una rapina subita, nell’agosto 2014, da un giovane di Lanciano, assuntore di droghe. Il giovane, come sostenuto dall’accusa, avendo contratto un debito per delle quantità di droga acquistate e non pagate, era stato aggredito e privato della sua Alfa Romeo Mito dalla gang con una tecnica da perfetti rapinatori. I quattro così con l’autovettura pensavano di essere stati risarciti per le dosi acquistate dal giovane ma non pagate. Non avevano fatto i conti, però, col fatto che l’auto era intestata alla madre della vittima, e quindi non potevano rivenderla senza il suo consenso. Così, come evidenziato dall’indagine dei carabinieri, la donna avrebbe iniziato a minacciare il giovane di ritorsioni violente nei suoi confronti se non avesse convinto la madre ad intestare la macchina ad un loro complice. Da quell’episodio, però, le indagini dei militari dell’Arma sono poi continuate per altri sei mesi. Periodo di tempo, questo, in cui avrebbero scoperto che la tecnica delle minacce e delle estorsioni pare che venisse replicata dalla gang nei confronti di più soggetti, tutti assuntori di droghe che avevano accumulato debiti dall’acquisto degli stupefacenti. Chi non pagava veniva invitato a farlo con le maniere forti. Da qui l’accusa a vario titolo per gli imputati di rapina, estorsione e cessione di sostanze stupefacenti e le pesanti condanne di ieri. (t.d.r.)
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