Estorsioni e spaccio, chieste 16 condanne

15 Dicembre 2017

La Procura antimafia ribadisce le accuse ma le pene saranno ridotte per l’abbreviato. I Bevilacqua chiedono i danni a Cozzolino 

VASTO . Due richieste di assoluzione e 16 condanne. Queste le conclusioni della Procura distrettuale antimafia al termine dell’udienza per i 18 indagati dell’operazione Adriatico che hanno chiesto il rito abbreviato. Il sostituto procuratore David Mancini ha ribadito le accuse iniziali -estorsioni, spaccio, associazione di stampo camorristico- supportate dalle rivelazioni del collaboratore di giustizia Lorenzo Cozzolino. Grazie al rito abbreviato e alle attenuanti le pene iniziali si riducono notevolmente.
LE RICHIESTE. Per Italia Belsole i 22 anni iniziali si sono ridotti a 4 anni e 4 mesi; per Carmine Bevilacqua la pena si è ridotta da 12 a 7 anni; per Ferdinando Bevilacqua da 12 a 6 anni; per Enzo Claudio Cerella da 10 a 5 anni e 8 mesi; per Giovanna Cozzolino da 10 a 2 anni e 8 mesi; per Lorenzo Cozzolino da 24 anni a 5 anni e 8 mesi; per Rocco De Nicolis da 12 a 6 anni; per Elenio Di Filippo da 10 anni e mezzo a 4 anni e 10 mesi; per Antonio Fiore da 14 a 8 anni; per Simone Forlini da 10 anni e mezzo a 6 anni; per Antonio Ladonisi assoluzione per non aver commesso il fatto; per Fabio Martusciello da 15 a 4 anni; per German Manuel Ochstadt da 10 anni e 6 mesi a 5 anni; per Michele Pietropaolo da 10 a 5 anni e 4 mesi; per Antonio Torricella assoluzione perché il fatto non sussiste; per Luca Torricella da 10 anni e 6 mesi a 6 anni; per Lucia Sauchella da 10 anni e 6 mesi a 5 anni; per Rosaria Vangone da 10 anni a 4 anni e 10 mesi.
IL COLPO DI SCENA. Fra gli imputati ci sono anche Ferdinando e Carmine Bevilacqua. Per loro la Procura ha chiesto pene severe per i reati di cui si sarebbero resi responsabili. I due tuttavia furono anche vittime di attentati. Contro il primo furono sparati colpi di arma da fuoco mentre si trovava in auto sotto casa in via San Rocco. Il secondo sfuggì ai colpi di pistola mentre rientrava a casa nella villa di via Dei Bontempi. Entrambi, quindi, hanno deciso di costituirsi parte civile contro Lorenzo Cozzolino e Italia Belsole. Ad assisterli sono gli avvocati Raffaele Giacomucci e Giovanni Cerella.
LA DIFESA. La prossima udienza ci sarà il 7 febbraio. Gli avvocati -gli altri sono Fiorenzo Cieri, Marisa Berarducci, Arnaldo Tascione, Antonello Cerella, Raffaele Giacomucci, Emanuela De Nicolis e Nicola Artese, quest’ultimo legale di Cozzolino- preparano le arringhe difensive. Il collaboratore di giustizia ha ripetuto più volte le inquietanti rivelazioni fatte nel 2013 e ritenute attendibili dagli investigatori, arrivando ad accusarsi dell’omicidio del suocero. Pare che sia stato proprio l’omicidio a portare l’ex capoclan a Gissi. Tanti i nomi snocciolati e i personaggi coinvolti, compresi i familiari.
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