Estrazione del gas dal lago, investimento da 72 milioni

Bomba. Il materiale nel giacimento equivale a 14 giorni di consumo nazionale Saranno perforati tre nuovi pozzi, metanodotto di 21 chilometri fino a Paglieta
BOMBA. Che cosa prevede il progetto di estrazione del gas dal giacimento che si trova sotto il lago di Bomba tornato in questi giorni di attualità dopo due bocciature in dieci anni? Caratteristiche del giacimento - così come riportato dal comitato “Gestione Partecipata Territorio” di Bomba presieduto da Massimo Colonna -: produzione giornaliera, 566.367 metri cubi; produzione complessiva stimata: circa 2,4 miliardi di metri cubi; investimento: 80 milioni di dollari (72 milioni di euro). Questo giacimento è strategico per l’Abruzzo e per il Paese? Tutto il gas di Bomba equivale a circa 14 giorni di consumo nazionale. La produzione giornaliera coprirà meno di 5 minuti del consumo nazionale. Il progetto, del 2018, prevede la messa in produzione dei pozzi esistenti Monte Pallano 1 e 2, la perforazione di due nuovi pozzi Monte Pallano 3 e 4 e l’eventuale perforazione di un Monte Pallano 5, oltre alla costruzione di un gasdotto di circa 21 chilometri e di una centrale di trattamento gas in Val di Sangro, nel territorio di Paglieta. Oltre all'eventuale rischio inquinamento, principali criticità riguardano: scenario idro-geomorfologico (frane esondazioni); scenario sismo-tettonico: terremoti; rischi per la diga; fenomeno della subsidenza (abbassamento verticale della superficie terrestre legato anche a uno sfruttamento eccessivo di fluidi sotterranei, come acqua, petrolio e gas).
Il giacimento è stato scoperto nel 1958 dalla Meridionale idrocarburi, la titolarità è stata per circa 30 anni dell’Agip, controllata poi dell’Eni, che non l'ha mai utilizzato. Il progetto di estrazione e raffinazione di gas, presentato la prima volta nel 2010, è stato già bocciato due volte dal Comitato valutazione impatti ambientali della regione Abruzzo, dal Consiglio di Stato, dopo i due ricorsi al Tar della ditta proponente, ex Forest Cmi attuale Cmi Energia Srl, e nel 2018 dal Via del ministero dell’Ambiente.
Intanto ventuno parlamentari abruzzesi, il presidente della Regione e dieci consiglieri regionali del territorio, sono stati invitati dal Comitato dei sindaci territorio Sangro-Aventino-Frentano (44 primi cittadini) a un incontro che si svolgerà il 9 marzo, alle 17,30, nel museo etnografico di Bomba. A loro sarà chiesto di dare seguito alla richiesta, sottoscritta il 22 gennaio 2018 da Regione, Provincia di Chieti, Comuni di Bomba, Paglieta e altri 20 del comprensorio, e inoltrata al ministero dello Sviluppo economico, di ritirare il permesso di ricerca “Monte Pallano” alla Cmi Energia, di attestare definitivamente che il giacimento di Bomba non è sfruttabile a causa della delicata situazione idrogeologica, della presenza di frane attive e quiescenti e della diga.
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