Estrazione di gas dal lago Il confronto non si ferma

27 Febbraio 2020

Bomba. La Regione convoca per il 5 marzo un incontro con i portatori d’interesse Oggi ad Atessa si riunisce il comitato dei sindaci del Sangro-Aventino-Frentano  

BOMBA. È stato convocato per il prossimo 5 marzo dalla Regione (Dipartimento governo del territorio e politiche ambientali, servizio valutazioni ambientali), un incontro sull'istanza per il riavvio della procedura Via nazionale del progetto di sviluppo concessione “Colle Santo”, relativo all’estrazione di gas sotto il lago di Bomba. Ad essere stati invitati sono i sindaci di Bomba, Altino, Archi, Atessa, Colledimezzo, Paglieta, Pennadomo, Perano, Roccascalegna, Torricella, Villa Santa Maria, il presidente della Provincia e tutte le associazioni ambientaliste, portatori d'interesse, sindacati e associazioni di categoria, oltre che il presidente della giunta regionale, gli assessori e consiglieri regionali.
L'incontro è stato voluto per discutere i riflessi sull'ambiente del progetto che prevede da parte della Cmi energia l’estrazione del gas dal giacimento che si trova sotto il lago di Bomba, la realizzazione di un gasdotto lungo circa 20 chilometri e la costruzione di un impianto di raffinazione nella zona industriale della Val di Sangro, nel comune di Paglieta.
Intanto oggi ad Atessa, alle 17,30 nella sala consiliare, si riunisce il comitato dei sindaci del Sangro-Aventino-Frentano per discutere delle iniziative da intraprendere. Dopo l’introduzione del sindaco di Atessa, sono previsti gli interventi del sindaco di Bomba, Raffale Nasuti, e di Paglieta, Ernesto Graziani.
«Per la terza volta riparte il progetto per estrarre il gas dal lago di Bomba. Sono in stadi diversi di avanzamento le richieste per aprire altri impianti di rifiuti, pericolosi e non, in tutta la Val di Sangro. Facciamo sentire forte e chiara la nostra voce» ha affermato il comitato dei sindaci. Tornano a mobilitarsi i diversi attori di un territorio per dire, per la terza volta, il “no” a un progetto di estrazione e raffinazione di gas naturale dal giacimento (scoperto nel 1958 dalla Meridionale idrocarburi, la titolarità del giacimento di gas naturale di Bomba è stato per circa 30 anni dell’Agip, società italiana controllata poi dell’Eni), già bocciato due volte dal comitato Via della Regione Abruzzo, dal consiglio di stato, dopo i due ricorsi al Tar della ditta proponente, ex Forest Cmi, attuale Cmi Energia S.r.l., e nel 2018 dal comitato Via del ministero dell’Ambiente, visto che nel frattempo le competenze sono passate allo Stato.
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