Esuberi Dayco, in 400 protestano in strada

6 Luglio 2017

L’azienda conferma i 135 posti a rischio e disdice il vertice di oggi pomeriggio Il sindaco Di Primio riconsegna la fascia da primo cittadino in Prefettura

CHIETI. In 400 hanno affollato ieri mattina il piazzale davanti ai cancelli dello stabilimento Dayco di via Papa Leone XIII. Sotto il sole cocente hanno condiviso la battaglia lanciata dal sindacato: sciopero senza condizioni, a meno che non ci sia il dietrofont sugli esuberi. L’azienda ha risposto cercando, invece, di dettare condizioni: ha fissato un incontro, ma solo a patto di ritirare lo sciopero. E i 400 di ieri hanno risposto picche. Sono stati sostenuti anche dai sindaci di Chieti, Lettomanoppello e Manoppello, Umberto Di Primio, Giuseppe Esposito e Giorgio De Luca. E Di Primio ha anche riconsegnato la fascia da primo cittadino in Prefettura in segno di protesta. Nel pomeriggio di ieri l’azienda ha fatto sapere a sopresa che l’incontro era stato disdetto.
I 135 ESUBERI. L’annuncio shock del giorno prima da parte dell’amministratore delegato di Dayco Mondo Nick Orlando ha ovviamente riscaldato gli animi: l’azienda vuole mandare a casa 135 lavoratori sui 620 dipendenti delle tre fabbriche di Chieti e Manoppello. A Chieti sono previsti 25 esuberi negli uffici, 30 nello stabilimento uno, 20 nel settore Ricerca e sviluppo. Per quanto riguarda Manoppello, invece, il taglio riguarderebbe 20 persone dello stabilimento tre e 40 del magazzino.
LO SLOGAN. «Lo slogan sarà un po’ vecchio, ma sempre valido: dobbiamo durare un minuto in più del padrone». Il monito dei sindacalisti in assemblea intenzionati a non cedere di fronte alla linea dura dell’azienda ha risuonato ieri nel piazzale affollato e assolato della Dayco. I lavoratori si sono presentati con ombrelloni per ripararsi dal sole, pronti alla battaglia. Hanno parlato Carlo Petaccia e Domenico Ronca dalla Filctem Cgil, Stefano Di Crescenzo della Femca Cisl, Gianni Cordesco della Uiltec Uil e i due rsu Ettore Di Natale e Antonio Perseo. Poi hanno preso la parola i due sindaci Di Primio ed Esposito, mentre De Luca è arrivato a fine manifestazione. È arrivata anche la solidarietà di Gianni Melilla, deputato Articolo Uno - MDP, che ha annunciato un’interrogazione, e di Daniele Licheri, segretario regionale di Si. INCONTRO DISDETTO. A sorpresa, nel pomeriggio di ieri, Dayco ha fatto sapere di aver disdetto l’incontro che aveva convocato per oggi pomeriggio alle 15 in Confindustria a Pescara. La condizione era che il management avrebbe incontrato i sindacati se questi avessero ritirato i quattro giorni di sciopero indetti fino a sabato. L’assemblea dei lavoratori aveva però detto chiaramente che i dipendenti non accettavano condizioni. E che si sarebbero presentati in massa oggi pomeriggio nella sede di Confindustria in via Raiale a Pescara. Ma a queste condizioni non ci sarà incontro.
LA PROTESTA DI DI PRIMIO. «I lavoratori non devono accettare alcuna condizione», ha detto il sindaco Di Primio in assemblea, «se perdete voi, perdiamo tutti e perde la città. È per questo che sono pronto a restituire in prefettura la mia fascia da sindaco». Dopo l’annuncio in assemblea, il sindaco si è recato in prefettura e ha restituito al capo di gabinetto Gianluca Braga la fascia tricolore. Un gesto, ha spiegato il sindaco, che va visto «quale segno di protesta e tangibile solidarietà nei confronti dei lavoratori, ma anche perché ciò possa far comprendere al management della Dayco la forte apprensione ed attenzione del governo cittadino per la vicenda, chiedendo di conservarla fin quando questa vicenda non sarà trattata con la dovuta attenzione da parte del Governo e dalla Regione, con il solo e unico obiettivo di restituire speranza ai lavoratori».
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