Evacuato il palazzo pericolante, 16 famiglie in alloggi alternativi

Sgomberato l’immobile a rischio crollo dopo un braccio di ferro con gli inquilini durato quattro anni Sfondate le porte per entrare in due abitazioni, sigillati tutti gli ingressi contro le occupazioni abusive
VASTO. Sgomberato, dopo un estenuante braccio di ferro durato 4 anni, l'immobile Ater di Punta Penna dichiarato pericolante. Le operazioni iniziate ieri mattina poco prima delle 8 sono andate avanti per tutta la mattinata. La pioggia battente e il vento di maestrale non hanno fermato il Comune. Sul posto i tecnici, il direttore dell’Ater Giuseppe D’Alessandro, il sindaco di Vasto Francesco Menna, l’assessore alle politiche per l’edilizia residenziale pubblica Paola Cianci, la polizia locale, la polizia di Stato, i vigili del fuoco, la Protezione civile e le ditte addette al trasloco. Sedici gli appartamenti vuotati. Tredici sono di proprietà dell’Ater mentre gli altri tre sono stati riscattati.
Le condizioni del palazzo sono parse a tutti pessime. Le mura delle scale squarciate da profonde crepe, i gradini lesionati. Gli infissi precari. «La decisione di sgomberare l'immobile», ha spiegato il sindaco Francesco Menna, «è stata presa nel 2018 a seguito di una perizia dei vigili del fuoco che ha acclarato il deficit strutturale dell’edificio. Con il tempo i problemi sono cresciuti. Il palazzo ormai era troppo pericoloso per i residenti. Andava presa una decisione», dice Menna, «e insieme all’Ater abbiamo seguito tutta la procedura che ci ha visti coinvolti sin dal precedente mandato amministrativo affrontando tutte le problematiche riscontrate per arrivare a una soluzione condivisa con tutti».
Tutti gli appartamenti sono stati controllati. In due casi si è reso necessario l'intervento di un fabbro che ha sfondato le porte d'ingresso. All'interno non c'era nessuno. Le famiglie avevano iniziato il trasloco già lunedì. Forze dell'ordine e vigili del fuoco hanno vigilato sulla sicurezza di tecnici e operatori. Le utenze sono state staccate.
«La palazzina», spiega Menna, «sarà blindata. Gli ingressi degli appartamenti saranno murati e periodicamente le forze dell’ordine controlleranno eventuali occupazioni abusive». Gli occupanti dei 16 appartamenti sono stati sistemati altrove. A tutti gli inquilini sono stati assegnati altri alloggi di proprietà dell’Ater. «Per l’edificio pericolante è prevista la demolizione e ricostruzione», ha spiegato l’assessore alle politiche per l’edilizia residenziale pubblica, Paola Cianci. «Al posto dell'attuale palazzina, verrà ricostruito un altro palazzo destinato all'edilizia residenziale pubblica. In questo modo», spiega Paola Cianci, «una volta ultimato il nuovo immobile, sarà pertanto possibile riassegnare gli appartamenti a coloro che vi abitavano. Certo per loro oggi (ieri per chi legge, ndc) è stato un momento delicato e triste visto il legame affettivo verso il quartiere di Punta Penna dove alcuni hanno vissuto per oltre cinquanta anni all'ombra del faro. Il provvedimento, tuttavia, era inevitabile in virtù di una procedura necessaria alla salvaguardia della loro sicurezza. Le condizioni delle scale e dei balconi erano davvero pessime. Lo sgombero non poteva essere evitato».
Menna più volte nei mesi scorsi non aveva nascosto il timore che potesse accadere qualcosa. «Ringraziamo le famiglie», hanno concluso Menna e Cianci, «per aver collaborato affinché il loro trasferimento avvenisse nel miglior modo possibile». (p.c.)
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