Ex asilo diventa del Comune dopo 61 anni

Il “Carlo Della Penna” donato all’ente nel 1955 ma solo lo scorso 21 dicembre è stato registrato all’Ufficio territorio
VASTO. È stato donato al Comune nel 1955, ma ci sono voluti ben 61 anni per poterlo acquisire al patrimonio dell’ente. Si è conclusa nei giorni scorsi la procedura volta all’acquisizione dell’ex asilo Carlo Della Penna, una struttura che giace in completo abbandono da anni, alla mercé di vandali e spesso rifugio di senza tetto. La parola fine ad una lunga storia di ordinaria burocrazia - che forse ha fatto rivoltare nella tomba don Carlo Della Penna, il mecenate vastese che volle destinare la struttura a scuola dell’infanzia - è stata scritta il 21 dicembre scorso. A illustrare i vari passaggi in aula è stato l’assessore Gabriele Barisano, che ha risposto a una interrogazione presentata dal capogruppo consiliare della lista civica “Il Nuovo Faro”, Edmondo Laudazi. «La delibera con cui si disponeva di acquisire l’immobile al patrimonio del Comune risale al 15 ottobre 2014», spiega il delegato della giunta guidata da Francesco Menna, «dopo due settimane, il 29 ottobre 2014, veniva redatta una determina dirigenziale che doveva essere registrata presso l’Agenzia delle entrate e trascritta presso la Conservatoria dei beni immobiliari di Chieti. In fase di controllo del decreto da trascrivere, il Conservatore ha sollevato la carenza di alcuni elementi essenziali e, in particolare, della parte relativa all’indennizzo e per quantificarlo è stato necessario ricorrere all’ausilio di un tecnico del settore lavori pubblici. In seguito si è provveduto ad avviare l’iter necessario all’apertura del deposito presso la Ragioneria generale dello Stato per poi seguire il deposito della somma. Si è proceduto quindi con la registrazione presso l’Agenzia delle entrate di Vasto e alla trascrizione presso l’Ufficio territorio di Chieti il 21 dicembre 2016. Ad oggi si può dire conclusa la procedura volta all’acquisizione dell’ex asilo Della Penna».
Insomma, a distanza di 61 anni dalla donazione la struttura è diventata a tutti gli effetti del Comune che ora deve decidere se rispettare la volontà del mecenate riconfermando l’attuale destinazione d’uso, cioè Polo dell'infanzia, o se adibire l’edificio ad altre finalità dopo i necessari interventi di ristrutturazione. «L’edificio deve essere demolito e ricostruito come e dove si trova», sostiene Laudazi, «per questo abbiamo suggerito all’amministrazione comunale di lasciar perdere la commissione per lo studio della vulnerabilità sismica dell’ex asilo. Abbiamo anche manifestato la disponibilità a seguire da vicino la pratica per il finanziamento della opera che dovrà restituire ai vastesi un simbolo caro dell’assistenza ai minori e della solidarietà degli emigranti vastesi che hanno fatto fortuna».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

