Ex Blutec ferma, sospesi ieri i turni Sevel

Interviene Fca, stipendi pagati. Borrelli: «Destino incerto». Il colosso del Ducato bloccato anche stamani
ATESSA. Una fabbrica dell’indotto Sevel che arranca sotto il peso di una gestione fallimentare e il cuore della Val di Sangro si blocca con danni ingenti di milioni di euro. È drammatica la situazione della ex Blutec, oggi Ingegneria Italia, che produce traverse sottoplancia per i furgoni commerciali realizzati in Sevel e i cui dipendenti sono in sciopero a oltranza da lunedì sera. Stipendi non pagati, problemi di sicurezza sul lavoro, nessun investimento sullo stabilimento da mesi, gravi carenze gestionali e nemmeno un referente aziendale con cui parlare sono i problemi che hanno fatto scattare l’ennesima protesta. Da circa un anno e mezzo, infatti, si alternano appelli, scioperi e proteste. E a singhiozzo, ogni volta, è costretta a fermarsi anche la Sevel. Sospesi tutti i turni lavorativi di ieri e anche il primo turno di oggi a causa dello sciopero. Il colosso dell’automotive è stato costretto allo stop forzato nonostante il fatto che le ragioni della protesta, ossia il mancato pagamento degli stipendi, da ieri mattina hanno cominciato a venire meno.
Grazie all'intervento diretto di Fca (Fiat-Chrysler) nella trattativa, viste le ingentissime conseguenze economiche che lo stop di Sevel crea al gruppo, gli stipendi hanno cominciato infatti a venire erogati sui conti correnti dei circa 200 operai. Ma resta l’angoscia del domani e una situazione di crisi gravissima che vede il manico aziendale di Ingegneria Italia impegnato nell’acquisto e nel riavvio di Termini Imerese, operazione che tuttavia si sta rivelando per niente facile e per nulla risolta oltre che un boomerang per tutti.
Intanto ieri mattina è andato davanti ai cancelli della fabbrica il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, che sta cercando di mediare tra i protagonisti della delicata vertenza. «Ci fa piacere che gli stipendi siano stati pagati. È inammissibile che chi lavora», dice Borrelli in una nota, «non possa contare sulla certezza della retribuzione. Anche se nell’immediato è arrivata una boccata d’ossigeno, resta incerto il destino di questa fabbrica e il futuro di 220 dipendenti e delle loro famiglie. Sono necessari», aggiunge il primo cittadino, «interventi urgenti, anche a livello governativo, e non generiche promesse, per assicurare il futuro della fabbrica. Noi siamo vicini ai lavoratori e alle loro famiglie. Questa è una vertenza che riguarda un intero territorio e va risolta al più presto, nell’interesse di tutti». Solidarietà ai lavoratori in sciopero viene espressa anche da Simona Auriemma, candidata consigliera alla Regione nella lista “Giovanni Legnini Presidente”: «In questi mesi», sottolinea Auriemma, «i lavoratori sono andati avanti tra mille difficoltà chiedendo anche alla politica nazionale interventi e soluzioni che non ci sono stati». E per domani alle 10 davanti ai cancelli della ex Blutec l’Usb ha organizzato una manifestazione a sostegno dei lavoratori.
Daria De Laurentiis
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