Ex Blutec, i posti di lavoro sono salvi: c’è l’accordo

5 Ottobre 2019

La fumata bianca dopo l’incontro al ministero, esultano gli assessori regionali «L’azienda passerà al gruppo Magneto: non ci saranno sacrifici per i dipendenti» 

ATESSA. C'è un futuro per la ex Blutec di Atessa (oggi Ingegneria Italia), fabbrica dell'indotto Sevel che produce longheroni e traverse sottoplancia destinate ai furgoni commerciali leggeri. A seguito del tavolo vertenziale aperto dal Mise, si è dato il via libera al salvataggio dell'azienda che stava scontando la crisi del gruppo a livello nazionale e una serie di provvedimenti giudiziari. «Al tavolo tecnico del ministero», annunciano gli assessori Mauro Febbo e Piero Fioretti, «sono state date rassicurazione su un'operazione di salvataggio che prevede due momenti: l'affitto del ramo d'azienda per sei mesi, e successivamente l'assorbimento dell'intera azienda da parte del gruppo Magnetto, società leader nell'indotto dell'automotive». Il passaggio della Blutec al Gruppo Magnetto non comporterà sacrifici dal punto di vista occupazionale. Sottolineano gli assessori al Lavoro e allo Sviluppo economico: «I circa 200 addetti dello stabilimento di Atessa verranno riassorbiti confermando in questo modo la tutela dei livelli occupazionali. È quello che ci interessava di più oltre al fatto che la ripresa dell'attività produttiva è una notizia che aiuta l'economia della regione». Febbo e Fioretti insistono su un altro dato: «Il gruppo Magnetto da anni opera con grandi risultati sull'indotto automotive e questa circostanza dovrebbe rappresentare un elemento di tranquillità per il futuro occupazionale dei lavoratori Blutec». La cessione al gruppo Magnetto era già nell'aria, ma i passaggi burocratici, a seguito della grave situazione del gruppo Blutec, stentavano a formalizzarsi. Intanto i sindacati avevano già lanciato un allarme circa la necessità dell'attivazione di un'amministrazione straordinaria, (attualmente Ingegneria Italia è in regime di amministrazione controllata ndc), «unico modo», dice Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto, «per scongiurare il fallimento e forse anche per assicurare la necessaria copertura di ammortizzatori sociali». «Al tavolo del Mise», interviene Andrea De Lutis, per Fiom Chieti, «si è discusso della vertenza ex Blutec a ritroso con le varie tappe della nota vertenza nazionale: liquidità assente, un numero irripetibile di causa promosse nei confronti dell'azienda, zero manutenzioni, zero investimenti, tre istanze di fallimento, contributi non versati e fondi meta salute e Cometa bloccati. In pochi mesi ad Atessa c'è stata un' inversione totale che sicuramente non pareggia i danni e le difficoltà subite dai lavoratori, ma che sono comunque apprezzabili e tangibili tanto da poter dare possibilità di futuro per lo stabilimento. Nel passaggio a Magnetto tutti i lavoratori dovranno essere garantiti».