Ex Blutec, lo sciopero diventa a oltranza

Atessa. Braccio di ferro nella vertenza operai-azienda. Sevel ferma la produzione. Marcozzi (M5S): tavolo tecnico a Roma il 24 gennaio
ATESSA. È braccio di ferro nella drammatica vertenza ex Blutec, oggi Ingegneria Italia. Da un lato circa 200 dipendenti esasperati da mesi di difficoltà gestionali e retributive, in uno stabilimento che produrrebbe a ritmo serrato per le ingenti richieste della Sevel e che, invece, deve cedere il passo a guasti, bollette non pagate, stipendi e buoni pasto non erogati, nessuna manutenzione e nessun investimento sugli impianti, con gravi ripercussioni sulla sicurezza dei lavoratori. Dall’altro un intero territorio messo sotto scacco da una situazione kafkiana. Se Sevel si ferma, smette di respirare buona parte del polmone produttivo della Val di Sangro, con i suoi circa 20mila addetti legati alla fabbrica del Ducato. E anche ieri il colosso dei furgoni commerciali ha dovuto interrompere le attività lavorative per tutta la giornata, compreso il primo turno di straordinario pianificato per questa mattina. Fermi anche gran parte dei manutentori e degli impiegati in una fabbrica che sforna 1.200 veicoli al giorno. Intanto in una nota Sara Marcozzi, candidata alla presidenza della Regione per il M5S, fa sapere che «il ministero dello Sviluppo economico ha mantenuto l’impegno che il vicepremier Luigi Di Maio ha preso durante la sua ultima visita in Abruzzo: per giovedì 24 gennaio alle 9, è stato convocato un tavolo tecnico per affrontare la questione della Blutec di Atessa».
Lo stop produttivo dura dal 16 gennaio. Si tratta di milioni di euro di perdite in termini di mancata produzione sia per Sevel e sia per l’indotto, costretto non più a stare ai ritmi frenetici imposti dal mercato dei furgoni commerciali, ma a quelli impazziti di una fabbrica che da mesi non manda avanti nemmeno un referente con cui parlare. In mezzo, le vite di circa 200 dipendenti ex Blutec, stritolate da incertezza, perdite di giornate sul salario e difficoltà quotidiane. L’esasperazione ha portato ieri a dichiarare sciopero a oltranza, al termine di un’animata assemblea, nonostante il pagamento di parte degli stipendi e di alcuni buoni pasto. Per la prima volta nella storia sindacale della Val di Sangro la totalità dei lavoratori di una fabbrica si è espressa con lo strumento dello sciopero a oltranza per esautorare la dirigenza. Ma le cose non sono così semplici e immediate. È notizia dell’ultima ora che circoli un testo che certifichi l’esistenza di una trattativa per esautorare il management e far tornare l’ex Blutec in mani imprenditoriali più sicure. A dirigere il difficile negoziato c’è Fca che se da un lato aveva piazzato dei fedelissimi alla guida della Blutec, dall’altro sta rischiando grosso privando il gioiello Sevel di materiale di fornitura e, quindi, di veicoli da immettere sul mercato. E non manca il fantasma dello sciacallaggio politico. In tempi di elezioni regionali sono in tanti a voler assumere la paternità della vertenza. Per questo diversi sindaci e i sindacati confederali, disertano la manifestazione di oggi alle 10, ai cancelli di Ingegneria Italia.
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