Ex Burgo, parte la bonifica nei terreni contaminati

La ditta presenta il progetto per rimuovere i rifiuti sotterrati nel sito di via Piaggio Durante l’intervento i materiali saranno analizzati per cercare sostanze tossiche
CHIETI. Parte la bonifica dei terreni inquinati dell’ex Burgo in via Piaggio. Un intervento da quasi 800mila euro necessario a rimuovere i rifiuti messi sottoterra da decenni. Il progetto sarà al centro di una conferenza dei servizi convocata per il prossimo 19 giugno in Comune, a partire dalle 10: sarà una riunione decisiva in cui Comune e Provincia di Chieti, Regione Abruzzo, Arta, Asl e Consorzio industriale Chieti-Pescara dovranno dire sì o no ai lavori proposti dalla Burgo. Una riunione tanto importante che il funzionario comunale Mario Salsano, con una lettera, ricorda agli enti che non parteciperanno di inviare pareri almeno 5 giorni prima dell’incontro e all’Arta «di assicurare la presenza».
Nella sede di via delle Robinier, si discuterà di un intervento che prevede di scavare il terreno, fino a una profondità di un metro e mezzo, in un’area di 21mila metri quadrati in disuso: secondo il progetto della Burgo, curato dal geologo Massimo Ranieri, saranno scavati 31mila metri cubi di terreno ed esaminati. I rifiuti saranno rimossi e il terreno considerato «pulito» sarà riutilizzato nel sito: «Si prevede di recuperare tutto il materiale nel sito oggetto di bonifica sempre che le caratteristiche chimiche ne consentano il riutilizzo», dice la relazione del progetto. Il documento spiega anche come saranno divisi i rifiuti dal terreno pulito: «La cernita ai fini della separazione del rifiuto dal terreno verrà eseguita tramite un cestello ruotante applicato a un braccio dell’escavatore».
Ma esiste il rischio che il terreno sia contaminato dall’attività dell’ex cartiera e, proprio per questo, sul terreno scavato saranno eseguite le analisi per trovare eventuale presenza di «arsenico, cadmio, cobalto, nichel, piombo, rame, zinco, mercurio, idrocarburi pesanti, cromo totale, cromo 6, btex, idrocarburi policiclici aromatici (ipa) e amianto». Controlli saranno effettuati anche sulle acque sotterranee – che nella zona hanno fatto già registrare superamenti per tetracloroetiline e cloruro di vinile – per escludere l’eventuale presenza di «cadmio, cobalto, nichel, piombo, rame, zinco, mercurio, idrocarburi totali, cromo totale, cromo 6, btex, ipa».
Il lotto dell’ex Burgo, nel 2014, era stato già al centro di un procedimento di messa in sicurezza di emergenza, imposto dal Comune e dall’Arta, per evitare la diffusione degli inquinanti: i lavori erano consistiti nella «pulizia superficiale dell’area e nel livellamento, dove possibile, delle superfici, seguita dalla posa in opera di un telo impermeabile».
Se arriverà il via libera della conferenza dei servizi, i lavori potranno partire. Ma la bonifica, una volta finiti i lavori, non sarà completata: nell’area era presente, fino al 2012, un impianto di depurazione con tre vasche per i fanghi dell’ex cartiera. Nel 2013, il depuratore è stato demolito e due vasche sono state coperte: ne resta una che è fuori dal progetto di bonifica e dovrà essere avviato un nuovo procedimento.

