Ex capo dei vigili riassunto Comune pronto al ricorso

San Salvo. Dopo la sentenza del tribunale del lavoro il sindaco Magnacca annuncia «Licenziato non per “Multopoli” ma per i suoi comportamenti durante il servizio»
SAN SALVO . La sentenza del giudice del lavoro di Vasto che ha ordinato il reintegro dell’ex comandante della polizia municipale, Benedetto Del Sindaco, fa discutere e divide la città. Il sindaco Tiziana Magnacca annuncia un probabile ricorso e spiega il motivo. «Il licenziamento di Benedetto Del Sindaco, deciso nel 2016 dal segretario comunale, non è stata una conseguenza della vicenda giudiziaria denominata “Multopoli”, ma piuttosto il comportamento avuto dal dipendente comunale nelle ore di lavoro. Un comportamento non ritenuto adeguatamente diligente. Ogni dipendente pubblico», ricorda il primo cittadino, «riceve lo stipendio con le tasse pagate dai cittadini. Ogni nostra azione tiene sempre conto che prima di ogni cosa dobbiamo rispondere al popolo. La nostra comunità si è affidata a noi perché le cose vengano fatte a dovere e nel rispetto delle leggi. Il Comune di San Salvo ha sempre inteso operare con questo atteggiamento anche nella gestione del personale. Nel 2016 il segretario generale nel valutare il caso di Del Sindaco ha agito nel rispetto dei cittadini e delle leggi», spiega la Magnacca. Al dipendente, prima della risoluzione del contratto, sarebbero stati mossi numerosi richiami e contestazioni a causa di discutibili comportamenti durante l’attività di servizio. «Contestazioni», ribadisce il sindaco, «che non hanno nulla a che vedere con l’indagine della cosiddetta “Multopoli”, per la quale il dipendente era stato sospeso dalle sue mansioni e destinato ad altro ufficio. Il Comune licenziò Del Sindaco per grave violazione dei doveri lavorativi. Il segretario non poteva non procedere alle contestazioni. Non a caso nella prima fase del giudizio il Comune è risultato vittorioso». Il tribunale del lavoro martedì ha ordinato la riassunzione non per la infondatezza delle violazioni e delle inadempienze rispetto ai doveri lavorativi del dipendente in questione, in merito ai quali non ha espresso alcun giudizio, ma unicamente su questioni preliminari. «Le sentenze si rispettano, sempre», conclude la Magnacca, «resta la questione delle gravi inadempienze comunque poste in essere dal lavoratore e della legittimità delle azioni del segretario generale. Per questo stiamo valutando l’opportunità di fare ricorso in appello, anche considerando la prima vittoria ottenuta dal Comune». L’opposizione preferisce non scendere nel merito della questione. «Come ha detto il sindaco», si limita a dire il consigliere del Pd, Gennaro Luciano, «siamo davanti a un ordine che arriva dal tribunale e le sentenze si rispettano».
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