Ex Consorzio rifiuti, Di Giuseppe assolto Ma è un errore: condannato a sei mesi

LANCIANO. Unico assolto in appello tra i componenti dell’ex Cda del Consorzio smaltimento rifiuti, ma era un errore. Camillo Di Giuseppe (nella foto) è stato condannato, in realtà, a sei mesi di...
LANCIANO. Unico assolto in appello tra i componenti dell’ex Cda del Consorzio smaltimento rifiuti, ma era un errore. Camillo Di Giuseppe (nella foto) è stato condannato, in realtà, a sei mesi di reclusione per il rinnovo degli incarichi di consulenza legale all’avvocato della società, Giacomo Nicolucci, condannato alla stessa pena. L’errore c’è stato al momento della lettura del dispositivo della sentenza, emessa dalla Corte d’appello dell’Aquila il 5 febbraio scorso. Nelle motivazioni della sentenza, invece, la condanna di Camillo Di Giuseppe viene correttamente riportata. Accortasi del contrasto tra motivazione e dispositivo, l’11 marzo la Corte (presidente Luigi Catelli, consiglieri Marco Flamini e Flavia Grilli) ha emesso un’ordinanza correttiva, ribadendo che l’ex componente del Cda (Di Giuseppe è stato anche sindaco ad Altino e segretario provinciale del Pd) sia da ritenersi condannato a sei mesi di reclusione, come da motivazione, limitatamente alle delibere del 19 giugno 2008 e del 16 dicembre 2008 ( Di Giuseppe si era dimesso dal Cda dell’ente nel luglio 2009). Nella stessa sentenza è stato, comunque, assolto per altri due reati, in un caso perché non costituisce reato e in un altro per non aver commesso il fatto. La sentenza dello scorso febbraio aveva ribaltato l’assoluzione in primo grado dell’ex Cda del Consorzio rifiuti (oggi EcoLan). A ricorrere contro l’assoluzione dei sei era stato, lo scorso luglio, il procuratore capo Francesco Menditto, che in primo grado aveva chiesto pene tra uno e due anni di reclusione. In appello il presidente Riccardo La Morgia, il suo vice Nicola Di Toro, e gli ex componenti del Cda, Luigi Toppeta e Nicola Carulli, sono stati condannati a otto mesi di reclusione per concorso in abuso di ufficio. All’ex legale della società, Giacomo Nicolucci, e a questo punto anche all’ex componente del Cda, Camillo Di Giuseppe, sono stati invece inflitti sei mesi di reclusione per gli incarichi rinnovati al legale. (s.so.)

